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Festival d’Autunno, il mondo di Pino Daniele nelle mani di un gigante del jazz: Rubalcaba incanta Catanzaro

Le luci basse del palcoscenico accolgono i musicisti, che prendono posto mentre nella sala cresce l’attesa. Le prime note di Cumbà irrompono con il loro ritmo incalzante, spezzando il silenzio. È Cuba che incontra Napoli. Un dialogo musicale vissuto ieri sera al Teatro Politeama di Catanzaro con Gonzalo Plays Pino, il progetto di Gonzalo Rubalcaba dedicato alla musica di Pino Daniele, protagonista della XXIII edizione del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce e sostenuto dalla Regione Calabria, per Calabria Straordinaria, risorse Pac 2014/20- FUNT Eventi culturali di pregio.

La musica del cantautore napoletano ha attraversato l’oceano, trovando nella cultura musicale cubana una nuova chiave di lettura che ne ha valorizzato le molteplici sfumature. È da questo incontro che prende forma una rilettura jazzistica, nella quale la libertà dell’improvvisazione si confronta con la ricchezza di un repertorio che ha fatto della contaminazione tra linguaggi e tradizioni uno dei suoi tratti distintivi. Rubalcaba ne restituisce una visione personale, rispettandone l’identità e aprendola a nuove possibilità espressive.

Una band napoletana per raccontare Pino

Accanto al pianista cubano, una formazione di musicisti napoletani: Daniele Sepe al sax tenore, Aldo Vigorito al contrabbasso, Claudio Romano alla batteria, Giovanni Imparato alle percussioni, Giovanni Francesca alla chitarra e Maria Pia De Vito alla voce. Un gruppo che ha messo in luce le diverse anime della musica di Daniele, sostenendo il dialogo tra la matrice partenopea e la libertà del linguaggio jazzistico.

A testimoniare la stima di Rubalcaba per Pino Daniele sono state anche le sue parole. Il pianista ha ricordato la grandezza umana e artistica del cantautore napoletano, soffermandosi su un repertorio che continua a offrire spunti e possibilità di rilettura. Una considerazione che trova riscontro nel progetto stesso, che offre una visione diversa di brani molto conosciuti senza disperderne l’identità.

Rubalcaba rilegge Pino Daniele

Con il suo pianoforte il musicista cubano si accosta alle composizioni con grande sensibilità, facendo delle improvvisazioni uno strumento per esplorarne nuove possibilità espressive e aprire prospettive sonore inattese. In Chi tene ‘o mare, Toledo e Lazzari felici, il suo pianoforte si intreccia con gli altri strumenti, dando vita a un continuo scambio tra le diverse personalità della formazione.

Nella rilettura di Rubalcaba c’è spazio anche per una profonda sensibilità interpretativa, affidata alla voce di Maria Pia De Vito. Il pianista sceglie di valorizzarne la personalità vocale, affidandole il compito di restituire una visione nuova di Gesù, Gesù, Maggio se ne va e Quando, tre composizioni che acquistano così una particolare coloritura espressiva.

Con Sicily la musica ritrova colori più vivaci e un andamento che restituisce nuova dinamicità al concerto. È il preludio a Tutta n’ata storia, che accende il palcoscenico con la sua dirompente energia. Gli strumenti si rincorrono e la complicità tra i musicisti alimenta l’intensità dell’esecuzione: il sassofono di Daniele Sepe fa da collante e tratto distintivo ricalcando le melodie vocali, la sezione ritmica contribuisce all’alchimia che culmina nella sfida di assoli tra Sepe e la chitarra di Giovanni Francesca. Il brano cresce fino a conquistare il pubblico, che al termine tributa agli interpreti una vera ovazione.

Poi arriva Napule è. Dopo l’entusiasmo incontenibile del brano precedente, la musica cambia profondamente registro. Le note di una delle composizioni più amate di Pino Daniele si librano leggere, quasi sospese, creando un’atmosfera rarefatta e carica di suggestione. Non è soltanto una canzone dedicata a Napoli: è una pagina musicale nella quale si riconoscono sentimenti e appartenenze. L’interpretazione di Rubalcaba ne esalta la forza evocativa, lasciando che l’emozione prenda il posto dell’esuberanza ed emozioni il pubblico, che saluta i musicisti con calore.

Inevitabile il bis. Rubalcaba rimane solo al pianoforte e sceglie Besame Mucho, celebre composizione di Consuelo Velázquez, estranea al repertorio di Pino Daniele. La melodia diventa così il terreno per una nuova esplorazione improvvisativa, nella quale il pianista lascia emergere la propria sensibilità e il suo personale linguaggio musicale. La conclusione è affidata a un ultimo, lungo applauso, che suggella una serata di grande intensità, terminata con la consegna del Cavatore d’Argento realizzato per il Festival d’Autunno.

I prossimi appuntamenti

Il Festival d’Autunno prosegue la prossima settimana a Catanzaro con tre appuntamenti che spaziano dalla comicità alla danza contemporanea, fino al grande jazz internazionale, offrendo al pubblico occasioni di incontro con linguaggi artistici e interpreti di primo piano.

Giovedì 5 novembre, alle ore 21, sarà Biagio Izzo a salire sul palcoscenico con il suo nuovo lavoro, Finché giudice non ci separi, una commedia brillante e irresistibile che racconta con ironia le fragilità e le contraddizioni della vita di coppia.

Venerdì 6 novembre, alle ore 19, all’Oratorio del Carmine, sarà protagonista Roberto Zappalà, tra i più importanti esponenti della danza contemporanea italiana, con Corpi Liturgici, spettacolo dedicato a San Francesco d’Assisi nell’ottocentesimo anniversario della sua morte.

Sabato 7 novembre, alle ore 21, al Teatro Politeama, arriverà una delle più straordinarie voci del jazz mondiale: Dee Dee Bridgewater, che porterà in scena WE EXIST!, un concerto che va oltre la dimensione musicale per farsi racconto di libertà, identità e speranza.

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