“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario” - Ernesto “Che” Guevara
HomeCalabriaCosenzaOmicidio Sibarelli, ai funerali l'appello di don Groccia: "Sangue non chiami sangue"

Omicidio Sibarelli, ai funerali l’appello di don Groccia: “Sangue non chiami sangue”

«Trasformare le ferite della nostra terra in feritoie di nuova grazia». È l’invito alla riflessione rivolto da don Pietro Groccia alla comunità durante le esequie di Silvana Sibarelli, la 64enne assassinata venerdì scorso in contrada Lattughelle, a Cassano allo Ionio. La donna è stata vittima di un agguato di matrice mafiosa nel quale è rimasto gravemente ferito anche il compagno Damiano Pepe, ritenuto dagli investigatori un esponente di vertice della ’ndrangheta locale.

Una partecipazione imponente ha accompagnato l’ultimo saluto alla donna. In centinaia hanno raggiunto la chiesa di Gesù Buon Pastore, a Sibari, tanto che numerosi presenti hanno seguito la funzione religiosa anche dall’esterno, affollando il piazzale antistante.

Al centro dell’omelia pronunciata da don Groccia, il tema della rinascita morale e spirituale di un territorio ancora segnato dalla presenza della criminalità organizzata. Per il sacerdote, la strada per contrastare le logiche mafiose e interrompere un sistema che soffoca le prospettive di crescita della Calabria passa anche attraverso un profondo cambiamento delle coscienze.

«Io non sono nessuno per condannare o scomunicare – ha ricordato don Groccia -, ma sono stato mandato dal mio vescovo per annunciare il Vangelo della risurrezione».

Il parroco ha quindi richiamato l’impegno di alcuni protagonisti della Chiesa calabrese che, nel corso degli anni, hanno rappresentato un punto di riferimento nella battaglia contro la violenza e il potere criminale. Dalla cosiddetta «primavera di Locri» legata a monsignor Ciliberti all’esperienza pastorale di monsignor Agostino nel Crotonese, fino alla testimonianza di monsignor Bregantini.

Un percorso di impegno civile e religioso dal quale trarre la forza per auspicare una svolta definitiva: «sangue non chiami sangue» e l’ultimo delitto possa rappresentare «ennesimo abominevole misfatto, possa segnare la parola fine a ogni forma di violenza».

Al termine della celebrazione, il feretro ha lasciato la chiesa accompagnato da un lungo e commosso applauso. Decine di palloncini bianchi sono stati liberati in cielo, mentre alcune batterie di fuochi d’artificio hanno scandito il momento dell’ultimo saluto a Silvana Sibarelli.

Articoli Correlati