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San Giovanni in Fiore, l’opposizione: “Pronti ad approvare il rendiconto”. Il centrodestra contesta i conti di Barile

I dieci consiglieri comunali eletti nelle liste che sostenevano la candidatura a sindaco di Marco Ambrogio sono pronti ad approvare il rendiconto predisposto dalla precedente amministrazione e sottoposto al parere dell’organo di revisione. Se invece il sindaco Antonio Barile intende avviare il Comune verso il predissesto, dovrà assumersi la responsabilità politica della scelta e trovare i voti per sostenerla.

È il passaggio politico più rilevante della conferenza stampa tenuta nel pomeriggio di mercoledì 25 agosto nella sala del Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore dai Gruppi consiliari di opposizione e dal presidente dell’assemblea cittadina, Marco Ambrogio, tuttavia in veste di ex assessore comunale al Bilancio del Comune di San Giovanni in Fiore e di referente dei consiglieri di opposizione, come a scanso di equivoci e strumentalizzazioni chiaramente precisato dallo stesso Ambrogio a un giornalista presente all’iniziativa. Una presa di posizione che assume un peso importante nella situazione di “anatra zoppa” determinata dalle elezioni comunali: Barile ha vinto il ballottaggio e le liste riferibili al centrodestra che sostenevano Ambrogio hanno conquistato la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale.

«Se domani mattina il sindaco mi chiede di convocare il Consiglio comunale per approvare il bilancio consuntivo così come lo abbiamo preparato, è pronto per essere approvato», ha affermato Ambrogio. Il quale ha aggiunto che il documento dovrà avere il parere dell’organo di revisione e ha assicurato il voto favorevole dei dieci consiglieri. Diverso sarebbe il caso di un piano di riequilibrio. «Se, invece – ha precisato Ambrogio –, Barile ha in mente di mettere mano per dichiarare il predissesto, se lo voterà da solo».

Sul rendiconto pende, secondo quanto riferito in conferenza stampa, anche un richiamo formale della Prefettura di Cosenza per la mancata approvazione. Ambrogio ha assicurato la propria immediata disponibilità alla convocazione dell’assemblea e ha espresso solidarietà alla responsabile finanziaria del Comune.

La battaglia sui conti

 

Gran parte della conferenza è servita a contestare la rappresentazione della situazione finanziaria fornita da Barile durante la “Giunta in piazza” di domenica 23 agosto. L’opposizione respinge soprattutto l’idea che l’amministrazione uscente abbia consegnato un Comune travolto dai debiti.

Ambrogio, sempre da ex assessore al Bilancio, ha ricordato che nell’ottobre 2020 la precedente amministrazione aveva quantificato in circa 9 milioni e 667 mila euro la situazione debitoria ereditata. Nel dettaglio, durante la conferenza sono stati richiamati circa 2 milioni e 464 mila euro riconducibili alla precedente procedura di dissesto, circa 3 milioni e 803 mila euro relativi ai rifiuti e ulteriori esposizioni, comprese quelle verso Sorical.

La linea seguita negli anni successivi, secondo la ricostruzione fornita dall’opposizione, fu quella di affrontare quelle passività senza ricorrere a un nuovo dissesto e attraverso nuove entrate. Tra queste sono stati citati i proventi della tassa di soggiorno, i controlli sulle assicurazioni e sulle revisioni dei veicoli e l’utilizzo della discarica di Vetrano.

Per i controlli su assicurazioni e revisioni, Ambrogio ha parlato di accertamenti per circa 2 milioni e 330 mila euro, con oltre 800 mila euro già riscossi e circa 1,5 milioni iscritti a ruolo. L’accordo per Vetrano, secondo i dati esposti, avrebbe invece prodotto circa 2 milioni e 530 mila euro in due anni, risorse utilizzate anche per far fronte alle passività pregresse.

L’opposizione non nega l’attuale ricorso all’anticipazione di tesoreria. Ambrogio, quale già titolare della delega al Bilancio, ha indicato in circa 7,8 milioni di euro l’affidamento concesso dalla Bcc e ha sostenuto che una parte rilevante della tensione di cassa deriva dalle anticipazioni effettuate dal Comune per opere pubbliche in attesa dei successivi trasferimenti. Le somme che dovrebbero rientrare nelle casse comunali sono state quantificate in circa 9 milioni di euro.

Restano inoltre esposizioni che l’opposizione ha elencato durante la conferenza: circa 604mila euro per tariffa sui rifiuti riferita agli anni 2013-2018, circa 510mila euro ancora collegati al dissesto, circa 400mila euro per un piano di ammortamento dell’energia elettrica e oltre 450mila euro per vecchie fatture energetiche oggetto di contenzioso, oltre ad altre partite e vertenze ancora pendenti.

La tesi politica dei gruppi di opposizione è che questi numeri vadano letti distinguendo debiti pregressi, anticipazioni di cassa, contenziosi e somme anticipate per opere che devono essere rimborsate al Comune. Da qui la richiesta a Barile di portare documenti e dati in Consiglio anziché prospettare pubblicamente un nuovo dissesto.

L’immobile di Barile e il caso Marano

 

La contestazione più pesante rivolta personalmente al sindaco riguarda un immobile riconducibile allo stesso Barile, in passato utilizzato anche come sede bancaria. Secondo l’opposizione, l’edificio sarebbe stato classificato dal 2012 come unità collabente, con conseguente mancato pagamento dell’Imu per una somma che il presidente del Consiglio ha quantificato in oltre 70mila euro.

L’opposizione ha sostenuto che sulla posizione dell’immobile erano in corso verifiche della Polizia locale e dell’Ufficio tecnico e ha collegato la vicenda allo scontro tra Barile e il comandante della Polizia locale, Rosario Marano. Ha inoltre riferito che gli atti sono stati trasmessi all’autorità competente. Spetterà agli organi interessati compiere gli eventuali accertamenti.

I gruppi di opposizione hanno espresso solidarietà a Marano e contestato il metodo utilizzato dal sindaco nei confronti di dirigenti e dipendenti comunali, ritenendo inaccettabile che questioni amministrative o disciplinari vengano trasformate in scontri pubblici e politici.

Affidamenti e coerenza politica

 

Altro capitolo riguarda i primi affidamenti della nuova amministrazione. L’opposizione ha citato una determina di circa 10mila euro a favore di una ditta riconducibile a un cugino del sindaco, precisando di considerare l’imprenditore una persona seria e ponendo la questione sul terreno dell’opportunità politica.

Sono stati richiamati anche un affidamento tecnico del 19 agosto, per circa 95mila euro, e un ulteriore incarico di circa 25mila euro a un professionista di Crotone. Nessuna contestazione sulla professionalità degli incaricati: il rilievo dell’opposizione riguarda la distanza tra questi atti e la campagna elettorale nella quale Barile aveva attaccato duramente l’amministrazione uscente proprio sul terreno degli affidamenti e degli incarichi fuori da San Giovanni in Fiore.

In quanto alla rottamazione dei tributi comunali, l’atto di indirizzo, è stato ricordato in conferenza stampa, era già stato approvato nel marzo scorso dalla precedente maggioranza e aveva ottenuto proprio i voti dei dieci consiglieri oggi all’opposizione del sindaco.

Opere pubbliche, servizi e lavoratori

 

Sul fronte amministrativo, resta la contestazione per la mancata presentazione delle Linee programmatiche di mandato. Dopo oltre due mesi dalle elezioni, l’opposizione sostiene che la città continui a conoscere soprattutto le valutazioni di Barile sul passato e molto poco degli obiettivi della nuova giunta.

Duro anche il giudizio sulle opere pubbliche ereditate. La precedente amministrazione rivendica investimenti per circa 50 milioni di euro e contesta le parole usate dal sindaco Barile sul nuovo lungolago di Lorica e sull’asilo del Bacile. Se esistono problemi progettuali o esecutivi, secondo i consiglieri, il Comune deve individuarli e intervenire, evitando di lasciare incompiute opere già finanziate.

Nel bilancio dei primi mesi vengono inserite anche la chiusura del Palazzetto dello sport e di altre strutture, le difficoltà su alcuni servizi e la situazione dei lavoratori della legge regionale 15 e dei cosiddetti “Invisibili”. Su questi ultimi l’opposizione sostiene di avere lasciato gli atti necessari alla prosecuzione del lavoro per altri sei mesi e un percorso rivolto alla successiva stabilizzazione, mentre alla nuova amministrazione viene contestato il ritardo negli adempimenti verso la Provincia.

La vertenza sull’ospedale

 

Ambrogio, che ha parlato da ex assessore, ha dedicato una parte dell’intervento anche all’ospedale cittadino, contestando il ridimensionamento della vertenza sanitaria nell’agenda politica della nuova amministrazione.

Ha ricordato i 20 posti previsti per Medicina, dieci dei quali già disponibili, e altri venti posti legati all’Ospedale di comunità e alle cure post-acuzie. Il presidente del Consiglio comunale inoltre annunciato prospettive di rafforzamento del personale attraverso le nuove assunzioni regionali, con circa 25 unità tra infermieri e operatori sociosanitari che potrebbero interessare la struttura sangiovannese.

Per l’opposizione la sanità deve tornare tra le priorità assolute del Comune, con una pressione costante su Regione e Asp per completare il potenziamento dell’ospedale e rendere operativi i nuovi servizi.

«Siamo pronti ad approvare il bilancio»

 

La conclusione torna però sugli equilibri politici del Comune. I dieci consiglieri che alle ultime Comunali sostenevano Ambrogio dispongono della maggioranza dell’assemblea e potrebbero bloccare gli atti della giunta. La posizione annunciata mercoledì è diversa: disponibilità a votare il rendiconto, a sostenere gli atti considerati utili alla città e a collaborare sulle questioni di interesse generale.

«Noi siamo pronti ad approvare il bilancio», ha ribadito Ambrogio, invitando Barile a governare e a confrontarsi con la maggioranza consiliare anziché continuare lo scontro con la precedente amministrazione.

La disponibilità, tuttavia, non comprende un eventuale predissesto né rappresenta una tregua politica. Per i gruppi di opposizione, Barile deve spiegare che cosa intende fare della città, completare le opere in corso, affrontare le vertenze aperte e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

L’ultimo messaggio dell’opposizione al sindaco è stato altrettanto esplicito: «Cambi marcia, ancora in tempo. Decida di collaborare, si faccia aiutare». Poi l’alternativa: governare dimostrando di esserne capace oppure trarne le conseguenze.

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