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Sulle navi da crociera si assume tutto l’anno, dai tavoli della sala giochi alla cassa

Una nave da crociera di grandi dimensioni imbarca equipaggi che superano il migliaio di persone, distribuite su decine di qualifiche diverse. Le compagnie reclutano lungo tutto l’anno, e non soltanto nei reparti che finiscono nelle brochure.

Fra i meno conosciuti resta quello della sala giochi, che su molte navi funziona come un’attività autonoma con un proprio responsabile. Le figure sono quattro: il dealer ai tavoli, l’addetto agli apparecchi, il cassiere e il capo sala che coordina i turni.

La lingua viene prima di ogni altro requisito. Il servizio si svolge in inglese davanti a una clientela internazionale, e una seconda lingua pesa in fase di selezione. Serve la maggiore età, con soglie più alte fissate da diverse compagnie per il personale addetto ai tavoli.

Il mestiere richiede manualità e calcolo mentale rapido. Un dealer resta in piedi per l’intero turno, maneggia carte e fiches con gesti codificati e tiene il conto delle puntate mentre parla con gli ospiti. Le procedure sono fisse e vengono controllate dal responsabile di sala.

La retribuzione cresce con il numero di giochi che una persona sa gestire. Un dealer formato solo sul blackjack vale meno di uno che copre anche roulette e poker, e la progressione interna porta dal tavolo al ruolo di capo tavolo e poi al coordinamento della sala. Gli avanzamenti si decidono a bordo, contratto dopo contratto, sulla base delle valutazioni del responsabile.

La formazione passa da corsi dedicati alla tecnica dei tavoli e ai regolamenti, con durate che vanno da alcune settimane a qualche mese. Certe compagnie e alcune società concessionarie formano il personale al proprio interno, mentre in Italia la strada più battuta resta quella dei corsi privati. Prerequisiti e figure professionali del comparto sono raccolti in una guida ai corsi e alle scuole per lavorare nelle case da gioco.

La sala giochi resta comunque un reparto piccolo dentro un’organizzazione molto più grande. Le assunzioni più numerose riguardano ristorazione, cabine, cucine, servizi tecnici e intrattenimento, con qualifiche che vanno dal cameriere all’elettricista di bordo. Chi entra in una compagnia in un reparto può chiedere il passaggio a un altro nei contratti successivi, e in diversi casi è la strada più rapida per arrivare in sala.

Prima dell’imbarco arriva la parte burocratica, identica per qualunque reparto. Servono i certificati di addestramento previsti dalla convenzione internazionale STCW, che coprono sicurezza personale, antincendio, sopravvivenza in mare e primo soccorso, insieme alla visita di idoneità. Le informazioni sui titoli marittimi sono pubblicate dalla Guardia Costiera.

Il contratto è a termine e prevede in genere dai sei agli otto mesi consecutivi a bordo, seguiti da un periodo di riposo non retribuito. Vitto e alloggio sono compresi, la retribuzione somma una parte fissa a una quota legata al servizio, e il regime fiscale dipende dalla bandiera della nave e dai giorni di navigazione.

Un dettaglio operativo riguarda gli orari di apertura. Le sale da gioco restano chiuse in porto e in acque territoriali e lavorano durante la navigazione, quindi il calendario del reparto segue l’itinerario invece di un turno fisso.

In Calabria il canale non è teorico. Le compagnie toccano i porti della regione e le istituzioni le usano anche come vetrina, come accaduto con l’iniziativa Calabria d’Amare a bordo della MSC Divina, pensata per promuovere il territorio davanti a passeggeri stranieri. Dagli stessi porti partono i calabresi che a bordo ci lavorano.

Sulle selezioni conviene muoversi con prudenza. Il reclutamento passa da agenzie autorizzate e per il personale marittimo non è previsto alcun pagamento a carico del candidato. Una richiesta di denaro in cambio dell’imbarco è il primo elemento da verificare, insieme alla consegna del contratto scritto prima della partenza.

Restano le condizioni di vita, che pesano quanto la retribuzione: sei mesi in cabina condivisa, senza fine settimana, con un giorno libero quando l’itinerario lo consente. Le posizioni aperte le pubblicano le compagnie sui propri portali, aggiornandole durante tutta la stagione.

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