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Carcere di Cosenza, rimozione pannelli in plexiglass. La Garante Russo: “Un intervento di valore costituzionale, frutto di responsabilità e sinergia istituzionale”

“La decisione annunciata ieri dal Sottosegretario alla Giustizia con delega al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Alberto Balboni, di procedere alla rimozione dei pannelli in plexiglass installati presso la Casa Circondariale di Cosenza rappresenta un importante segnale di attenzione istituzionale verso una questione che investe contemporaneamente il diritto alla salute, la tutela della dignità della persona e le imprescindibili esigenze di sicurezza proprie dell’esecuzione penale.

L’intervento costituisce il risultato di un percorso di interlocuzione istituzionale che ha visto l’Ufficio del Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Calabria svolgere una costante attività di monitoraggio, documentata attraverso approfondite relazioni tecniche e specifiche indicazioni fornite alle competenti Autorità, in questi mesi, anche a supporto della visita della delegazione istituzionale presso l’istituto penitenziario del maggio scorso.

Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento al Sottosegretario Balboni, al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alla Provveditrice Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria e alla Direttrice della Casa Circondariale di Cosenza per la sensibilità istituzionale dimostrata e per avere affrontato con tempestività una problematica particolarmente delicata. Un sentito ringraziamento va inoltre ai parlamentari e senatori calabresi, ai consiglieri regionali, al sindaco, alla garante comunale, al Presidente e ai colleghi della Camera Penale di Cosenza e dell’AIGA che, nell’ambito delle rispettive competenze, hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione su una questione che riguarda direttamente la qualità costituzionale dell’esecuzione della pena, dimostrando come il dialogo tra istituzioni, avvocatura e autorità di garanzia possa produrre risultati concreti nell’interesse generale.

Le relazioni predisposte dall’Ufficio del Garante regionale avevano evidenziato come la presenza dei pannelli in plexiglass imponesse una riflessione approfondita sul necessario contemperamento tra le esigenze di sicurezza dell’istituto e la tutela dei diritti fondamentali delle persone ristrette, individuando possibili soluzioni rispettose dei principi costituzionali e dell’ordinamento penitenziario.

L’attività dell’Autorità di garanzia si fonda sul monitoraggio costante delle condizioni detentive e sulla ricerca di un equilibrio tra legalità, salute, dignità della persona e sicurezza, principi complementari in uno Stato di diritto. Per questo, lo precisiamo, la rimozione dei pannelli dovrà essere accompagnata dalle necessarie valutazioni tecniche e organizzative dell’Amministrazione penitenziaria, anche alla luce delle interlocuzioni già avviate nelle scorse settimane con Prefettura e Procura, affinché siano garantiti adeguati livelli di sicurezza e piena tutela delle persone detenute, del personale penitenziario, degli operatori e della collettività.

Ogni intervento strutturale all’interno di un istituto penitenziario richiede, infatti, un’attenta rivalutazione dei profili di rischio, delle condizioni operative e delle misure di prevenzione necessarie affinché il necessario miglioramento delle condizioni detentive proceda parallelamente al rafforzamento della sicurezza complessiva. È questo il modello cui deve ispirarsi una moderna amministrazione penitenziaria: garantire i diritti fondamentali senza mai arretrare sul piano della sicurezza, attraverso un approccio tecnico, equilibrato e costituzionalmente orientato.

La decisione assunta rappresenta, pertanto, un atto di significativo valore istituzionale e costituzionale, dimostrando come il dialogo tra le istituzioni, sostenuto da un’attività di monitoraggio rigorosa, documentata e costruttiva, possa tradursi in interventi concreti capaci di migliorare la qualità della vita negli istituti penitenziari.

Continueremo a promuovere con serietà, postura istituzionale e con spirito di leale collaborazione istituzionale, soluzioni fondate sul confronto, sull’ascolto e sulla responsabilità condivisa, nella consapevolezza che il grado di civiltà di uno Stato si misura dalla capacità di garantire contemporaneamente la dignità della persona, la sicurezza degli istituti penitenziari e la tutela della società civile”.

Così Giovanna Francesca Russo, Garante Regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

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