Reggio Calabria andata e ritorno: i grandi capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sono protagonisti di una delle più importanti mostre internazionali del 2026 all’Acropoli di Atene.
Dal 15 giugno al 30 agosto il Museo dell’Acropoli di Atene, ospiterà “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”. Il progetto, nato nell’ambito della collaborazione istituzionale tra i Ministeri della Cultura di Italia e Grecia, è stato elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, sotto la direzione di Alfonsina Russo, in collaborazione con il Museo dell’Acropoli, guidato dal prof. Nikolaos Stampolidis.
Tra i principali protagonisti, che rappresentano l’eccellenza e l’identità del MArRC, ci sono quattro opere simbolo: la Testa del Filosofo e la Testa di Basilea dal relitto di Porticello, il Kouros di Reggio Calabria e la Testa dell’Acrolito di Apollo Aleo.
Un viaggio simbolico e potente: opere nate nel mondo greco o profondamente legate alla sua eredità tornano temporaneamente nella loro “madrepatria culturale” per raccontare, in un contesto internazionale, la lunga storia di scambi, influenze e reinterpretazioni che ha unito le due sponde del Mediterraneo.
E sarà proprio il MArRC ad accogliere, da ottobre a dicembre 2026, la seconda tappa del progetto espositivo, riportando a Reggio Calabria questi capolavori “in buona compagnia”, insieme a reperti archeologici unici testimonianze dell’arte greca, tra cui la Coppa di Nestore, il Cratere di Eufronio, il Trono Ludovisi e la Fanciulla di Anzio.
Le parole del Ministro della Cultura Alessandro Giuli durante l’inaugurazione tenutasi ad Atene ieri sera, lunedì 15 giugno, ha dichiarato che la mostra nasce dall’idea di raccontare non soltanto l’arte greca, ma le tante possibilità vitali che quest’arte ha avuto in Italia, quanto è stata studiata, ammirata, collezionata e trasformata in fonte di ispirazione. E poi ancora, a chiusura del suo intervento, il Ministro Giuli «Questa mostra non si fermerà qui, e questo è un altro motivo di felicità perché esattamente come la cultura greca viaggerà, andrà a Reggio Calabria, che non a caso è stata una delle prime colonie della Magna Grecia, ed è il simbolo itinerante di questa millenaria comunanza tra civiltà».
Un ritorno che assume un forte valore simbolico e culturale: le opere calabresi, protagoniste ad Atene, torneranno al loro museo arricchite da un dialogo internazionale, diventando parte di un racconto più ampio sull’eredità dell’arte greca nel tempo.
La mostra, curata da Alfonsina Russo e Nikolaos Stampolidis, con Roberta Alteri e Alessio De Cristofaro., racconta infatti le “vite” dell’arte greca in Italia, ricostruendo le biografie degli oggetti attraverso i processi di circolazione, appropriazione e reinterpretazione che nei secoli hanno attraversato il Mediterraneo.
In questo contesto, le opere del MArRC assumono un ruolo centrale: le teste bronzee di Porticello, testimonianze straordinarie della scultura greca del V secolo a.C.; il Kouros, simbolo delle prime forme della statuaria arcaica; e l’Acrolito di Apollo Aleo, espressione cultuale e identitaria delle colonie greche in Calabria, rappresentano in modo esemplare la profondità e la complessità dei legami tra Grecia e Magna Grecia.
«La presenza delle nostre opere ad Atene e il loro ritorno a Reggio Calabria all’interno di questo grande progetto internazionale – dichiara il Direttore del MArRC Fabrizio Sudano – confermano il ruolo del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria come protagonista delle reti culturali mediterranee. È un’occasione straordinaria per valorizzare il patrimonio calabrese in una dimensione globale e, allo stesso tempo, per restituirlo al pubblico arricchito da nuove prospettive di lettura. Ringrazio il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, e la direttrice Alfonsina Russo, per il coordinamento e la cura di questo progetto, che ha saputo mettere in relazione istituzioni, patrimoni e competenze, rafforzando la presenza internazionale dei musei italiani e il dialogo culturale nel Mediterraneo».
La tappa reggina, realizzata in collaborazione con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, con l’Unità di Missione per il Piano Olivetti per la Cultura e con il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano, sarà accompagnata da un programma di iniziative pubbliche, attività educative e un convegno internazionale, rafforzando il legame tra museo, territorio e comunità.
Dopo aver attraversato il Mediterraneo e dialogato con il cuore simbolico della cultura greca, i capolavori del MArRC torneranno dunque a Reggio Calabria come ambasciatori di una storia condivisa, riportando con sé il valore di un’esperienza internazionale che pone al centro la cultura come spazio di incontro, cooperazione e identità.
