Duro affondo del presidente nazionale di Avanti Psi, Luigi Incarnato, nei confronti della maggioranza di governo. In una nota, il dirigente socialista ha criticato apertamente l’evoluzione politica delle forze di centrodestra, sostenendo che “le destre italiane stanno assumendo posizioni sempre più radicali e distanti dalla cultura liberale”.
“Abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento di rispetto nei confronti di Giorgia Meloni, pur contestando l’operato del suo esecutivo”, ha dichiarato Incarnato. “Siamo avversari politici, non nemici. Tuttavia oggi Fratelli d’Italia, Lega e Vannacci rappresentano una deriva estremista che nulla ha a che vedere con una destra moderata e democratica”.
Nel mirino anche alcune recenti dichiarazioni provenienti da esponenti della maggioranza. “Sentire un vicepremier e un capogruppo alla Camera affermare che l’attentatore di Modena dovesse ‘tornarsene al suo Paese’, nonostante fosse cittadino italiano, dimostra un livello di superficialità e arretratezza politica che, probabilmente, mette in imbarazzo persino la presidente del Consiglio”, ha aggiunto.
Secondo Incarnato, all’interno della coalizione di governo sarebbe ormai assente qualunque spazio autenticamente liberale. “La triade composta da FdI, Lega e Vannacci soffoca ogni voce moderata. Tajani può anche rivendicare una linea diversa, ma Forza Italia resta alleata strutturale di chi propone una visione della società antiquata e divisiva”.
Il leader di Avanti Psi ha poi affrontato il tema dell’immigrazione, sottolineando come il problema non possa essere affrontato esclusivamente sul piano securitario. “I flussi migratori devono certamente essere regolati, ma non si può trasformare l’immigrazione nel nemico assoluto di un Paese che ogni anno perde centinaia di migliaia di giovani”, ha affermato. “Il vero nodo è che questo governo non ha mai costruito serie politiche di integrazione”.
Infine, Incarnato ha rilanciato la prospettiva di un’alternativa progressista. “Crediamo che un centrosinistra riformista possa diventare una proposta credibile per governare il Paese”, ha concluso. “Bisogna ripartire dalla tradizione cattolica, socialista e laica, dalla tutela del lavoro, della sanità pubblica, dei diritti civili e da un nuovo rapporto con il mondo sindacale”.
