“Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità” - Friedrich Nietzsche
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L’amaro caso dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria

Da alcuni giorni è disponibile la visione sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete di un reportage a cura del Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria sul tema “Le mani sulla Città: quale futuro per i presidi culturali?”. Il servizio fa parte di una serie di appuntamenti, organizzati dal sodalizio culturale reggino, tale “Avviso ai Naviganti”, contenitore di comunicati, notizie, momenti di riflessione su vari aspetti del territorio. Dopo la chiusura della Biblioteca “Pietro De Nava” e l’Archivio Storico del Comune, questa volta il trasferimento in sede da stabilirsi della Soprintendenza Archivistica della Calabria e dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria. Cosa c’è dietro l’imbarazzante silenzio da parte delle istituzioni relativo alla chiusura dei presidi culturali presenti in Città? Tali luoghi, come storicamente e statisticamente accertato, sono frequentati da studenti, ricercatori, ma anche da tutti coloro che hanno la necessità di consultare un libro o un determinato documento archivistico e loro chiusura o trasferimento rappresenta una ferita nel corpo civile della Città e dell’intero territorio. Ricordiamo prima a noi stessi che agli “altri” che i libri, per la loro importanza, sono beni essenziali, in quanto sono dispositivi primari di conoscenza e che i presidi culturali, quali biblioteche, archivi sono luoghi dove non si paga per leggere, consultare un documento, azioni queste che rappresentano una grande conquista della democrazia, dove tutti hanno diritto alla conoscenza. Tali luoghi, come storicamente e statisticamente accertato, sono frequentati da studenti, ricercatori, ma anche da tutti coloro che hanno la necessità di consultare un libro o un determinato documento archivistico e non per ordine d’importanza di ospitare le varie realtà dell’associazionismo culturale presenti in Città. Nonostante l’importanza sia storica che culturale tra non molto, visto i silenzi e le non risposte, l’Archivio di Stato di Reggio Calabria dovrà sgomberare i locali di via Lia Casalotto con il suo ricco patrimonio documentale in virtù delle non risposte da parte degli enti territoriali per ottenere una nuova sede, tra le quali si registra anche il tentativo fallito per ottenere i locali del “Girasole”, struttura posta nella zona sud della città. Il tempo stringe e le certezze scarseggiano mentre in campagna elettorale si discute di utopie progettuali, si lanciano slogan sanfedisti ed altri capi massa spuntano all’orizzonte.Pertanto tali situazioni poco edificanti, rappresentano una ferita nel corpo civile dell’intera area. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, è disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete.

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