La Strada desidera ringraziare Antonino Sergi, l’associazione “Neda Kairos” – Con e per i giovani e tutte le organizzatrici del panel “Una nuova visione dell’Area dello Stretto” per aver promosso un confronto importante sul futuro condiviso di Messina e Reggio Calabria.
Nel corso dell’iniziativa, la professoressa Pinella Pontari, candidata al Consiglio comunale per La Strada, ha portato il contributo di una riflessione centrata sul valore culturale, educativo e civile dell’Area dello Stretto come spazio comune di relazioni e opportunità condivise.
Nel suo intervento, Pinella Pontari ha sottolineato la necessità di costruire percorsi permanenti di collaborazione tra le due sponde, capaci di mettere in rete scuole, università, biblioteche, associazioni, esperienze culturali e realtà sociali, superando la frammentazione e l’isolamento che troppo spesso caratterizzano il rapporto tra Messina e Reggio Calabria.
Ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale della formazione e della cultura nella costruzione di una cittadinanza consapevole e nella possibilità di offrire alle nuove generazioni occasioni concrete di crescita, partecipazione e permanenza sul territorio. In questo senso, il rafforzamento dei collegamenti, degli scambi culturali e delle reti educative tra le due città rappresenta una condizione essenziale per contrastare la fuga dei giovani e costruire una nuova idea di sviluppo dell’Area dello Stretto.
Pinella Pontari ha infine richiamato la necessità di una nuova narrazione dello Stretto: non più linea di separazione o semplice luogo di attraversamento, ma spazio condiviso di produzione culturale, confronto democratico e costruzione di comunità.
Per La Strada, iniziative come questa rappresentano un passaggio fondamentale per costruire una visione comune fondata sulla cooperazione, sulla cultura e sulla partecipazione civica. La Strada continuerà a sostenere occasioni di confronto come questa, nella convinzione che il futuro dell’Area dello Stretto non possa essere affidato a interventi isolati, ma debba nascere da un’elaborazione collettiva, continua e radicata nei territori.
