Sinistra Italiana Catanzaro aderisce con convinzione e partecipazione all’assemblea pubblica “Road to Pride” del prossimo 21 maggio, un appuntamento vissuto non come un semplice momento preparatorio al Pride, ma come l’inizio di un percorso culturale, sociale e umano di cui la città ha profondamente bisogno.
“Per troppo tempo Catanzaro è stata raccontata come una città chiusa, timorosa del cambiamento, spesso schiacciata da stereotipi che la descrivono distante dai linguaggi della libertà, dei diritti e dell’inclusione. Noi crediamo invece che questa sia una straordinaria occasione collettiva per dimostrare il contrario”, si legge nella nota firmata da Fabiola Scozia.
Secondo Sinistra Italiana, il percorso verso il Pride deve trasformarsi in “un viaggio aperto, popolare e partecipato”, fatto di incontri, cultura, confronto e ascolto, capace di costruire comunità e abbattere paure. Particolare attenzione viene rivolta alla partecipazione dei giovani e delle realtà associative che stanno aderendo all’iniziativa.
Nel documento si sottolinea come, ancora oggi, in molti centri della Calabria, ci siano persone che vivono con timore la propria identità e i propri affetti: “Ci sono ragazze e ragazzi che hanno paura di camminare mano nella mano con la persona che amano, giovani che abbassano lo sguardo prima di dare un bacio in strada. E questo non è degno del nostro tempo”.
“La guerra dovrebbe fare paura. L’odio dovrebbe fare paura. La violenza dovrebbe fare paura. Non l’amore”, prosegue la nota, che definisce “Road to Pride” un possibile “riscatto sociale e culturale” per Catanzaro e per l’intera Calabria.
Sinistra Italiana conferma quindi la propria presenza all’assemblea con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di “una città più aperta, accogliente e consapevole, dove nessuno debba sentirsi fuori posto per ciò che è, per chi ama o per come sceglie di vivere la propria identità”.
Il messaggio conclusivo guarda soprattutto alle nuove generazioni: “Da Catanzaro può partire un messaggio nuovo, giovane e pulito. Un messaggio capace di dire che il Sud non è condannato all’arretratezza culturale, ma può essere laboratorio di progresso, solidarietà e diritti”.
