Negli ultimi mesi le lavoratrici e i lavoratori precari del Ministero della Cultura hanno assistito all’ennesima battuta d’arresto nel percorso che avrebbe dovuto portare alla loro stabilizzazione.
L’accantonamento dell’emendamento dedicato al personale a tempo determinato nell’ambito del D.L. n. 144/2026 (Decreto PA) ha rinnovato incertezze e delusioni tra quanti garantiscono ogni giorno il funzionamento e la continuità dei servizi e degli istituti della cultura.
“A fronte di oltre 300 professionisti, molti dei quali prestano servizio in Calabria, la cui prospettiva occupazionale si interromperà bruscamente a metà del prossimo mese, riteniamo che non vi sia più spazio per rinvii o dichiarazioni d’intento prive di riscontro pratico”, dichiarano Giuseppe Nole’, Coordinatore Nazionale MIC FP CISL; Giuseppe Lavia, Segretario Generale CISL Calabria e Luciana Giordano, Segretario FP CISL Calabria.
La via da perseguire è una sola: un intervento normativo ad hoc e risolutivo. La CISL, facendo seguito anche al confronto con i vertici del Ministero, chiede con determinazione che la misura di stabilizzazione non sia più affidata all’incertezza del percorso emendativo, ma venga inserita direttamente nel testo base del Disegno di Legge di Bilancio.
“Auspichiamo un impegno diretto e fattivo da parte del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e del Gabinetto ministeriale, della polita locale e nazionale – proseguono Lavia, Nole’ e Giordano – affinché le rassicurazioni e gli impegni assunti nelle sedi istituzionali si traducano in scelte legislative coerenti, atteso che il MiC ha la disponibilità delle risorse assunzionali per provvedere alla stabilizzazione”.
“Garantire un futuro lavorativo certo – continuano – a chi opera quotidianamente nel settore culturale calabrese non è soltanto un atto di equità nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie, ma costituisce un investimento indispensabile per la tutela del patrimonio del Paese”.
In assenza di risposte chiare, concrete e tempestive, la CISL è al fianco dei lavoratori e proseguirà nelle iniziative di mobilitazione a sostegno delle proprie legittime rivendicazioni.
