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TPL, Filomena Greco (CR–IV): “Voterò contro questa riforma. I ritardi della Giunta non possono pagarli i calabresi”

«Dopo cinque anni di silenzio, ritardi e mancate risposte sul trasporto pubblico locale, oggi il presidente Occhiuto, con un’arroganza ricattatoria che tutti i calabresi, indipendentemente dal colore politico, devono trovare inaccettabile, pretende, nel giro di poche settimane, di mettere ancora una volta i calabresi con le spalle al muro, agitando lo spettro del voto di fiducia per imporre una riforma che presenta pesanti criticità. Voterò contro questa riforma perché va completamente riscritta essendo in contrasto con i diritti dei calabresi. Si sopprime un ente pubblico e si crea una società per azioni, riconoscendo alla Giunta un potere pressoché esclusivo sulle scelte e sulla gestione del nuovo soggetto, ma nessuno ha ancora spiegato cosa ci guadagneranno i calabresi: più autobus, più collegamenti, servizi migliori? Una riforma del trasporto pubblico dovrebbe partire da questo, non dal controllo della società che dovrà gestirlo».

Lo dichiara la consigliera regionale e capogruppo di Casa Riformista–Italia Viva, Filomena Greco, che ha formalmente diffidato il presidente Roberto Occhiuto, la Giunta, gli assessori e i dirigenti competenti a mettere ARTCal nelle condizioni di procedere senza ulteriori ritardi con le attività necessarie all’affidamento del trasporto pubblico locale su gomma.

«La Regione conosceva da anni la scadenza del 31 dicembre 2026. Lo stesso presidente Occhiuto aveva assunto l’impegno di pubblicare la gara entro quest’anno. Oggi siamo a poche settimane dalla scadenza, il bando non è stato pubblicato e l’Antitrust ha già chiarito che non c’è più spazio per un’ulteriore proroga d’urgenza e inoltre la normativa prevede la riduzione del 15% delle risorse destinate al TPL».

«Nel frattempo la maggioranza ha deciso di sopprimere ARTCal, che pochi mesi prima la stessa Regione nel Piano dei trasporti dichiarava di voler rafforzare, per costituire AMCAL S.p.A. Ma allora le domande sono inevitabili: perché le procedure di gara non sono andate avanti con ARTCal, che era già operativa? Perché siamo arrivati a ridosso del 31 dicembre senza pubblicare il bando? Come si spiega un ritardo così grave su un servizio essenziale per i calabresi? Oggi, anche approvando la legge, AMCAL non sarebbe immediatamente operativa e non potrebbe quindi risolvere in poche settimane il problema delle gare che la Regione non ha affrontato per tempo».

«Dopo un’interrogazione rimasta senza risposta e l’accesso agli atti, ho presentato una formale diffida perché non si perda altro tempo e si proceda, con ARTCal e nel quadro normativo oggi vigente, agli atti necessari per arrivare alla gara. Ho trasmesso la documentazione anche a tutti i consiglieri regionali perché tutti siano pienamente consapevoli della situazione. Una cosa deve essere chiara: le conseguenze dei ritardi accumulati non potranno essere scaricate né sui cittadini né sulla minoranza, che nelle Commissioni ha più volte evidenziato le criticità di questa legge. La responsabilità politica è di chi governa la Regione, che conosceva da anni questa scadenza e aveva il dovere di arrivarci preparato».

«E sia chiaro: l’ipotesi del voto di fiducia non mi preoccupa affatto. È una responsabilità che rimando interamente al mittente. Se il Consiglio regionale dovesse sciogliersi nuovamente, a meno di un anno dal suo insediamento e ancora una volta per una scelta del Presidente, sarà lui ad assumersene la responsabilità. A preoccuparmi moltissimo sono, invece, le conseguenze che questa situazione può avere sui calabresi. Non si può mettere un’intera regione con le spalle al muro per approvare in fretta una riforma che presenta criticità e poi scaricare su altri le conseguenze di anni di ritardi».

«Qui non stiamo parlando di ARTCal o AMCAL. Parliamo del diritto di studenti, lavoratori, anziani e famiglie ad avere autobus e collegamenti, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne. I calabresi non possono pagare il prezzo di anni di ritardi. Da questo momento ciascuno, organi politici e dirigenti competenti, è chiamato ad assumersi, per quanto di propria competenza, la responsabilità delle conseguenze che questa situazione potrà determinare: dalla perdita o riduzione delle risorse pubbliche ai maggiori costi per la Regione, fino alle conseguenze sulla continuità del servizio. E se da questa inerzia dovesse derivare un danno economico per la Calabria, come ho già scritto nella diffida, trasmetterò gli atti alla Procura regionale della Corte dei conti perché vengano accertate le eventuali responsabilità e il danno erariale. I ritardi della politica e dell’amministrazione non possono diventare il conto da presentare ai cittadini».

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