Prestare ascolto al grido di dolore di categorie produttive e famiglie che vivono una situazione di profondo disagio. La CISL Calabria attende segnali chiari e interventi concreti sul fronte del caro energia, una questione che incide direttamente sulla competitività delle imprese, sul potere d’acquisto delle famiglie e sulle condizioni di vita di lavoratori e pensionati.
Per il Segretario Generale della CISL Calabria, Giuseppe Lavia, è necessario intervenire in maniera puntuale.
A livello nazionale occorre agire su due fronti: da un lato, introdurre misure immediate di sostegno per contenere l’impatto dei rincari, dall’altro, avviare interventi strutturali per ridurre la vulnerabilità energetica del Paese. Tra le priorità indicate dalla CISL figurano l’introduzione di meccanismi dinamici di contenimento dei prezzi dei carburanti, la revisione degli oneri di sistema, il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, il potenziamento delle reti e dei sistemi di stoccaggio e l’accelerazione degli investimenti nelle fonti rinnovabili.
Accanto al caro energia, è necessario affrontare le distorsioni che alimentano l’aumento del costo della vita. Servono interventi strutturali per garantire un prezzo giusto in agricoltura, contrastando le dinamiche che penalizzano i produttori, spesso costretti a vendere a prezzi troppo bassi, mentre i consumatori pagano prezzi elevati sugli scaffali della grande distribuzione organizzata. Occorrono, inoltre, misure efficaci contro ogni forma di speculazione sui prezzi.
Per sostenere famiglie e imprese è possibile mettere in campo misure concrete, anche attraverso un confronto con le istituzioni europee per individuare adeguati margini di flessibilità e recuperare risorse dove esistono le condizioni per farlo. In questa direzione, la CISL indica la necessità di intervenire sulla tassazione delle rendite finanziarie e di rafforzare ulteriormente il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.
Difendere il potere d’acquisto di salari e pensioni significa costruire un sistema fiscale più equo e progressivo. In questa prospettiva si colloca il Libro Verde della CISL, che propone una riforma fiscale organica orientata a ridurre il carico sul lavoro e a riequilibrarlo a favore di una maggiore equità tra le diverse forme di reddito e ricchezza. L’obiettivo è sostenere i salari netti, favorire l’occupazione di qualità e tutelare il valore reale di stipendi e pensioni. Una direzione che si discosta dall’ipotesi di un ulteriore ampliamento della flat tax.
Come richiesto dalla CISL nazionale, tra le priorità da sostenere in sede di Legge di Bilancio figurano la riduzione dell’IRPEF per i redditi medi, la detassazione della tredicesima e degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali.
Anche la Regione Calabria è chiamata a fare la propria parte. In questa fase sono stati destinati 15 milioni di euro per contrastare il caro gasolio e il caro energia. È fondamentale che queste risorse raggiungano rapidamente i destinatari e si traducano in un sostegno concreto per chi sta affrontando le maggiori difficoltà.
Ma l’emergenza richiede anche un’azione regionale più ampia, capace di coniugare sostegno al reddito, equità fiscale e contrasto alle dinamiche inflattive. Per questo, la CISL Calabria chiede alla Regione di intervenire su quattro priorità.
A partire dalla riforma dell’addizionale regionale IRPEF. L’attuale sistema ad aliquota unica non garantisce un’adeguata progressività. È necessario introdurre soglie di esenzione e detrazioni a favore delle famiglie numerose e dei nuclei con persone con disabilità o non autosufficienti, tutelando maggiormente i redditi più bassi e le situazioni di maggiore fragilità.
Il secondo punto è costituito da nuove misure contro il caro libri. Occorre riproporre un intervento analogo a quello varato per l’anno scolastico 2023-2024, per alleggerire il peso delle spese scolastiche sui bilanci familiari e garantire pari opportunità di accesso all’istruzione.
Un nuovo intervento, poi, è necessario sul modello SAFE. La CISL Calabria propone di attivare una misura analoga a quella adottata dalla Regione nel 2023, attraverso la riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali, per sostenere le imprese colpite dal caro energia e ampliare, questa volta, il sostegno anche alle famiglie.
Ed infine un sostegno contro il caro trasporti. Servono interventi mirati a favore di studenti e pendolari, per contenere i costi degli spostamenti quotidiani e tutelare il diritto alla mobilità, allo studio e al lavoro.
“La fase che stiamo attraversando richiede scelte coraggiose – conclude Lavia -. Non è sufficiente rincorrere le emergenze: bisogna costruire politiche in grado di prevenirle, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la coesione sociale”.
La CISL Calabria chiede quindi a tutti i livelli istituzionali di assumersi le proprie responsabilità, mettendo al centro le persone, il lavoro e il sistema produttivo. Contrastare il caro energia e l’inflazione significa difendere il reddito delle famiglie, la competitività delle imprese e la tenuta sociale della Calabria.
