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Catanzaro ritrova il monumento agli Invalidi per Servizio e ai Caduti: “I cicloni non bastano a distruggere la memoria”

Il ciclone Harry aveva distrutto il monumento, ma non il ricordo delle persone a cui era dedicato. Domenica 18 ottobre, sul lungomare Stefano Pugliese, quel simbolo è tornato alla comunità grazie all’Unione Nazionale Mutilati per Servizio: un luogo per ricordare chi ha perso la vita nell’adempimento del dovere, chi porta ancora le ferite del servizio e le famiglie che ne condividono le conseguenze.

Il recupero del monumento agli Invalidi per Servizio e ai Caduti nell’adempimento del proprio dovere è stato promosso dalla sezione provinciale U.N.M.S. di Catanzaro. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente nazionale Antonino Mondello, il presidente regionale Antonio Sabatino, il sindaco Nicola Fiorita, rappresentanti dell’Amministrazione comunale e il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente.

Presenti anche Lucia Fratto, in rappresentanza del prefetto Clemente Di Nuzzo, il generale di brigata Ugo Gaeta, comandante del Comando Militare Esercito Calabria, e il generale di brigata Giovanni Pellegrino, comandante provinciale dei Carabinieri. Ad accompagnare la manifestazione, i gonfaloni del Comune e della Provincia, i labari associativi, il picchetto in armi del Comando Militare Esercito Calabria e il Complesso Bandistico cittadino “Giuseppe Rossi”, insieme alle rappresentanze civili, militari, religiose e delle associazioni.

La cerimonia si è aperta con l’intervento del presidente Sabatino: «Oggi non siamo qui per inaugurare soltanto un monumento, siamo qui per rinnovare un impegno, ricordare e onorare quanti hanno servito la Patria e le istituzioni, riportando invalidità o perdendo la vita nell’adempimento del proprio dovere».

Il presidente ha richiamato la vicinanza dell’associazione alle famiglie: «Dietro ogni invalidità c’è una storia personale fatta di sacrifici, difficoltà e rinunce, con famiglie che hanno intrapreso un percorso doloroso. Il nostro compito non è solo associativo, ma segue un cammino profondamente umano e civile».

«La memoria non può essere abbandonata», ha aggiunto, ringraziando la presidenza nazionale, il Comune, il Comando di Polizia Municipale, la ditta Guarnieri, le forze militari, le associazioni e quanti hanno contribuito alla ricostruzione.

Il sindaco Fiorita e il presidente Mondello hanno rimosso il drappo, accompagnati dagli onori del picchetto e dall’Inno di Mameli eseguito dalla banda. È seguita la deposizione della corona d’alloro da parte della dottoressa Lucia Fratto, accompagnata dai generali di brigata Ugo Gaeta, comandante del Comando Militare Esercito Calabria, e Giovanni Pellegrino, comandante provinciale dei Carabinieri.

Gli onori ai Caduti e l’esecuzione del Silenzio hanno scandito il raccoglimento davanti all’opera.

«Ho vissuto questa cerimonia con grande emozione», ha dichiarato Fiorita, accogliendo il monumento a nome della città. «I monumenti non sono solo opere d’arte, ma custodiscono la nostra memoria e la nostra identità. Oggi questo monumento ci ricorda il sacrificio, la dedizione di persone ed è su questo che si costruisce la nostra comunità». Ricordando il percorso di recupero dopo il ciclone, ha concluso: «Nell’accogliere questo dono non posso che dire grazie a nome di tutta la città di Catanzaro!».

Mondello ha sottolineato il messaggio rivolto ai giovani e alle istituzioni: «L’Unione lo ha ricostruito, perché i cicloni non bastano a distruggere la memoria e tutto quello che hanno fatto i servitori dello Stato».

Il presidente nazionale ha ricordato le radici dell’organizzazione: «L’Unione è nata nel 1946, ma già dal 1937 i primi soci si incontravano e si organizzavano. Nella storia dell’Unione e della categoria, molte norme sono nate proprio grazie al nostro impegno».

Un richiamo anche al servizio nelle missioni internazionali e a quanti vi hanno perso la vita o sono rimasti feriti: «Noi siamo per la pace, non per la guerra». Mondello ha quindi annunciato il progetto “Inclusivita”, realizzato con le vittime civili di guerra: «Saremo presenti in diciotto regioni, dove apriremo sportelli per offrire sostegno e assistenza».

Nel suo saluto, Enzo Bruno ha portato la vicinanza del Consiglio regionale e del presidente Cirillo: «Insieme al sindaco e alle istituzioni abbiamo voluto rendere omaggio all’Unione Nazionale Mutilati per Servizio, nelle sue rappresentanze regionale e provinciale. Siamo qui per testimoniare che le istituzioni ci sono».

A conclusione, monsignor Salvatore Cognetti, in rappresentanza dell’arcivescovo Claudio Maniago, ha impartito la benedizione. La banda “Giuseppe Rossi” ha poi eseguito alcuni brani musicali.

Il significato della giornata è stato riassunto da Sabatino nel richiamo alla dedica sul monumento: «Non è una semplice dedica, ma un impegno a ricordare non solo nei giorni deputati, ma trovando spazio nelle azioni quotidiane e diffondendo, soprattutto, il valore della memoria alle nuove generazioni».

Al termine si è svolta l’assemblea annuale dei soci, che ha approvato il bilancio consuntivo. Il confronto sui temi dell’Unione, con rappresentanti delle sezioni calabresi e delle associazioni del territorio, è stato accompagnato dalla consegna di targhe ricordo.

Sono intervenuti il colonnello Angelo Vesto, direttore della rivista U.N.M.S.; Carmine Vizza, presidente della sezione di Cosenza; Emilio Verrengia, presidente del Comitato Locale IPA Catanzaro/Lamezia Terme; Luigi Cuomo, presidente di Anmil Catanzaro; e Leonardo Cassano, membro del Comitato Esecutivo e del Consiglio Nazionale U.N.M.S.

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