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Fine commissariamento sanità, Ugl: “Cosa significherà nel concreto?”

“Fine del commissariamento. Ma che significherà nel concreto? il pianeta sanità regionale continuerà a rincorrere le emergenze senza affrontare alla radice i problemi non solo di spesa sanitaria in senso stretto bensì su locazioni di immobili, manutenzioni varie (mezzi e strutture) che cubano centinaia di migliaia di euro?” E’ quanto domanda in una nota l’Ugl Cosenza.

“Potrebbero razionalizzarsi con un’oculata gestione – prosegue il sindacato – che dovrà essere sottoposta ad attento controllo dai dirigenti regionali dei dipartimenti Salute e Ragioneria che, finora, sono risultati poco incisivi non impedendo, de facto, una situazione incancrenita con notevole aggravio di ulteriori costi e mancanza di assistenza a carico dei calabresi. Conseguenza, anche, di un’esponenziale migrazione sanitaria che causa esborsi annui di circa 300 milioni”.

“Come sindacato confederale – si legge nella nota – l’Ugl è convinta che la costruzione del futuro Policlinico Unical, anche grazie alle infrastrutture che ne completeranno l’efficienza, sia la strada giusta da percorrere per una sanità performante. Siamo convinti che sia imprescindibile la permanenza nel capoluogo bruzio di un nosocomio a livello Hub (vedasi Catanzaro Policlinico Germaneto e Ospedale), alla luce dell’auspicata scelta del presidente Occhiuto di snellire, separando la gestione Asp che ora ingloba tutti i nosocomi in provincia, tranne Cosenza, così da costituire un’unica azienda ospedaliera. Decisione urgente in considerazione dei pessimi risultati raggiunti dall’elefantiaca e inefficiente macchina burocratica dell’Asp da troppi anni. Ultimo esempio, che coinvolge centinaia di utenti fragili, il ritiro presso distretto sanitario (via d. Stadi) di una prenotazione che solo a distanza di un mese consentirà il rinnovo delle indispensabili esenzioni ticket”.

“Va avviata – prosegue la segreteria cosentina dell’Ugl – la programmazione strutturale nel lungo periodo, per rendere il sistema sanitario attrattivo, adeguando le retribuzioni alle nuove competenze ed impegni che dovrà esercitare il personale, efficiente e realmente vicino ai bisogni dei cittadini. Gli sforzi messi in campo con l’ampliamento di alcune strutture, con strumentazioni d’avanguardia, saranno però inutili se non ci si affiderà ad un organico sanitario competente e professionale”.

“Giugno incombe (scadenza europea dei fondi Pnrr per i presìdi territoriali quali Ospedali e Case di Comunità). Non vorremo che le recenti promesse circa fondi cospicui e straordinari per abbattere le liste d’attesa rimangano pie illusioni. Senza scelte concrete e durature ogni misura straordinaria purtroppo rischia di essere il mero tampone a problemi permanenti. La Sanità – conclude l’Ugl – può riprendere il suo specifico e cruciale ruolo solo dando voce agli operatori, difendendo dignità e diritti sia loro che dei pazienti”.

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