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“Maestrale”: la Cassazione conferma i domiciliari per Pasquale Pititto

In data 30 marzo 2026, la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari nei confronti di Pasquale Pititto. Il provvedimento si inserisce nell’ambito del procedimento denominato “Maestrale-Carthago”, una vasta inchiesta coordinata dalla DDA di Catanzaro, nell’ambito della quale la posizione dell’indagato era già stata oggetto di plurimi interventi in sede di legittimità. In particolare, la misura cautelare carceraria originariamente applicata era stata più volte annullata dalla Suprema Corte, con conseguente rinvio al Tribunale del Riesame per una nuova valutazione, poi sfociata nella sostituzione della misura custodiale con quella degli arresti domiciliari. Determinanti, in tale percorso, sono risultate le gravi condizioni di salute di Pasquale Pititto, oggetto di attenta valutazione da parte dei giudici, i quali hanno ritenuto non proporzionata la permanenza in regime carcerario, individuando nella misura meno afflittiva dei domiciliari quella maggiormente adeguata al caso concreto. Con la decisione del 30 marzo 2026, la Corte di Cassazione ha definitivamente posto fine al giudizio cautelare, dichiarando inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero e consolidando la correttezza giuridica dell’ordinanza impugnata, anche alla luce del percorso processuale già segnato da reiterati annullamenti. Pasquale Pititto è assistito dagli Avvocati Luca Cianferoni e Giovanni Sisto Vecchio.

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