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Arberia, a Vakarici i bambini disegnano e cantano l’identità: la 43esima rassegna del costume riparte dai più piccoli con i laboratori per le scuole

Nel Salotto diffuso di Vakarici la memoria cresce sulle gambe dei bambini. Attraverso il loro sguardo, la loro creatività, la loro voce avviene quel passaggio di testimone essenziale per mantenere vive identità e tradizione. È su questa traiettoria che l’Amministrazione Comunale rafforza il percorso della 43ª Rassegna del Costume, intrecciando formazione, identità e partecipazione.

 

IL DISEGNO CHE RACCONTA L’ANIMA ARBËRESHË

È quanto fa sapere il Sindaco Antonio Pomillo annunciando l’avvio del concorso di disegno Il costume arbëreshe visto con gli occhi di un bambino, inserito nel contesto dei laboratori promossi in vista dell’edizione 2026 della kermesse tra le più longeve dell’intero contesto culturale dell’Arberia, rivolto agli alunni delle scuole primarie delle comunità arbëreshe.

 

POMILLO: EDUCARE ALL’IDENTITÀ SIGNIFICA SEMINARE CONSAPEVOLEZZA

Un’iniziativa che non si limita all’espressione artistica, ma si trasforma in percorso educativo: nelle classi, esperti e anziani accompagneranno i bambini alla scoperta del significato simbolico degli abiti tradizionali, dei colori e degli ornamenti. Tutti i disegni saranno esposti al Museo del Costume e degli Ori Arbëreshë, in una mostra temporanea e itinerante, destinata a diventare anche occasione di attrazione culturale e turistica. Educare all’identità – ricorda il Primo cittadino – significa seminare consapevolezza e appartenenza. I bambini non sono spettatori della tradizione, ma protagonisti della sua reinterpretazione.

 

LA MUSICA COME LINGUAGGIO DELLA MEMORIA

Accanto al percorso creativo, si sviluppa quello musicale, articolato tra formazione e performance. Cuore del progetto è il laboratorio guidato dalla docente Emiliana Oriolo, esperta di canto tradizionale arbëresh, che accompagnerà studenti e giovani in un viaggio dentro i vjershe, i canti tradizionali arbëreshë. Un lavoro profondo, che unisce studio, ascolto e restituzione, per recuperare il valore rituale e sociale della musica arbëreshë.

 

UNA RETE EDUCATIVA CHE FA COMUNITÀ

Fondamentale il contributo del mondo scolastico, con il coinvolgimento dell’Istituto Omnicomprensivo di San Demetrio Corone. A riguardo, l’Amministrazione comunale esprime un sentito ringraziamento alla Dirigente Scolastica Concetta Smeriglio, alla maestra Francesca Servidio e alla professoressa Demetra Minisci per la collaborazione e la sensibilità dimostrate. Alla presentazione dei laboratori hanno preso parte, insieme al Sindaco, il Presidente del Consiglio comunale Francesco Godino, il direttore artistico della Rassegna Roberto Cannizzaro, la docente Emiliana Oriolo e la direttrice organizzativa Katia Cannizzaro.

 

VAKARICI, IL SALOTTO DIFFUSO CHE EDUCA AL FUTURO

Dentro la visione strategica del Salotto Diffuso di Vakarici, la scuola diventa quindi laboratorio permanente di identità e cittadinanza. Qui la tradizione non si conserva, ma si pratica, si interpreta, si rilancia. Quando un bambino disegna il proprio costume e un ragazzo canta nella propria lingua – conclude Pomillo – non stiamo solo ricordando ciò che siamo stati ma stiamo costruendo ciò che saremo.

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