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Rino Gaetano torna in tv: su Rai3 il documentario “Sempre più blu”

A cinquant’anni da “Ma il cielo è sempre più blu”, la figura e la musica di Rino Gaetano tornano al centro del racconto televisivo. Mercoledì 9 settembre, alle 21.20 su Rai 3, andrà in onda per la prima volta in tv “Rino Gaetano Sempre Più Blu”, documentario dedicato al cantautore calabrese dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma e il passaggio nelle sale.

Il film, prodotto da Sudovest Produzioni e Indigo Film in collaborazione con Rai Documentari, è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission e del Ministero della Cultura. A firmarne il racconto sono Giorgio Verdelli e Luca Rea, mentre la regia è dello stesso Verdelli.

Più che seguire lo schema di una biografia tradizionale, il documentario prova a ricostruire le molte sfaccettature dell’artista attraverso testimonianze, documenti e materiali d’archivio. Tra questi compare anche un estratto di una traccia inedita, “Un Film a Colori – Jet set”, insieme a taccuini personali, ricordi e interviste che ripercorrono la carriera e la dimensione privata di Gaetano.

Nel racconto trovano spazio la sorella Anna Gaetano e il nipote Alessandro, insieme ad amici e musicisti che hanno condiviso parte del suo percorso, tra cui Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Foffo Bianchi ed Ernesto Bassignano.

A ricordare l’eredità lasciata dal cantautore intervengono anche artisti delle generazioni successive come Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere, Napoleone e Giordana Angi.

La Calabria occupa un posto importante nella narrazione. Tommaso Labate, a bordo di una Fiat 128, ripercorre i luoghi legati alle origini di Rino Gaetano e ricostruisce l’atmosfera degli anni Settanta insieme, tra gli altri, ad Andrea Scanzi, Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Massarini. Altre testimonianze, affidate a Peppe Lanzetta, Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino, contribuiscono invece a delineare il lato più personale e poetico dell’artista.

A scandire il film sono inevitabilmente anche le canzoni che hanno reso Gaetano una delle voci più riconoscibili della musica italiana: da “Aida” a “Mio fratello è figlio unico”, da “Nuntereggae più” a “Gianna”, passando per “Berta filava”, “Ahi Maria”, “Ad esempio a me piace… il Sud” e “A mano a mano”.

Dietro il progetto c’è anche un legame personale tra il regista Giorgio Verdelli e il cantautore. «Da molto tempo volevo realizzare un documentario su Rino Gaetano, lo avevo conosciuto nel 1978 – ricorda Verdelli – diventammo amici e in seguito mi regalò un provino della versione inglese di Gianna».

L’intenzione, spiega il regista, era quella di restituire un’immagine il più possibile completa dell’artista, mettendolo in relazione con il clima culturale e sociale dell’epoca. «L’intento era quello raccontare Rino a 360 gradi immerso negli eventi dei formidabili anni ’70 e ascoltarlo dai suoi programmi alla radio e nei concerti, scoprendo le sue passioni musicali, quella per Pino Daniele, Bob Marley e per Enzo Jannacci».

Un viaggio che, nelle intenzioni di Verdelli, vuole mostrare quanto le canzoni di Gaetano siano riuscite a superare il proprio tempo. «Rino Gaetano ha il potere di fermarci in una giovinezza eterna come le sue canzoni, col sorriso amaro della consapevolezza che “Tutto cambia per restare sempre uguale”».

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