Bova Marina (RC) – Il sindaco di Roccaforte del Greco, Ercole Nucera, ha preso parte all’iniziativa istituzionale organizzata in occasione della visita dell’Ambasciatrice di Grecia in Italia, S.E. Eleni Sourani, e della proiezione speciale del docufilm “Polemónta” di Dimitris Mavrikios, tenutasi il 22 agosto presso la Biblioteca Comunale di Bova Marina.
L’opera, premiata al Festival di Salonicco nel 1975, è stata presentata per la prima volta in Italia nella versione restaurata con sottotitoli in italiano. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Jalò tu Vua, in collaborazione con il Centro di Lingua e Cultura Ellenica ELLINOMATHEIA di Reggio Calabria e con il patrocinio e il sostegno dell’Ambasciata di Grecia in Italia, ha rappresentato un momento di particolare rilievo per il dialogo tra la Grecia contemporanea e le comunità dell’Area Grecanica.
Nel portare il saluto della comunità di Roccaforte del Greco, il sindaco Nucera ha espresso gratitudine per l’attenzione che la Grecia continua a riservare al territorio e ha auspicato che l’incontro possa segnare l’avvio di una nuova fase di collaborazione.
«È per me un grande onore poter portare i saluti della comunità di Roccaforte del Greco a questa iniziativa. Un saluto che nasce dalla gratitudine per l’attenzione che la Grecia continua a riservare alla nostra realtà. Possa questo incontro essere non un punto di arrivo, ma l’inizio di una stagione nuova di collaborazione tra le nostre comunità».
Nucera ha quindi sottolineato il valore della presenza dell’Ambasciatrice nel cuore dell’Area Grecanica, evidenziando come il rapporto con la Grecia affondi le proprie radici nella storia, nella cultura e nell’identità del territorio.
«La Sua presenza qui assume, per noi, un significato che va ben oltre il valore di una visita istituzionale. Perché qui, nel cuore dell’Area Grecanica, la Grecia non è soltanto un Paese amico. La Grecia è una delle radici profonde della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità».
Un legame che, ha ricordato il sindaco, continua a vivere nelle espressioni più autentiche delle comunità locali.
«È una presenza che il tempo non ha cancellato. È rimasta nelle parole dei nostri anziani, nei nomi dei nostri luoghi, nelle tradizioni, nella memoria delle nostre comunità e, soprattutto, nella lingua grecanica, che ancora oggi rappresenta una straordinaria testimonianza di una storia millenaria».
Particolare attenzione è stata dedicata proprio alla lingua grecanica, patrimonio fragile ma di straordinario valore, la cui tutela e trasmissione alle nuove generazioni rappresentano una responsabilità collettiva.
«Una lingua fragile, certamente, che ha bisogno di essere difesa e trasmessa alle nuove generazioni. Ma proprio per questo ancora più preziosa. Perché una lingua non è soltanto uno strumento con cui comunichiamo. Una lingua custodisce un modo di vedere il mondo. Custodisce la memoria di un popolo. Custodisce ciò che siamo stati e, in qualche misura, ciò che possiamo ancora diventare».
Il sindaco ha quindi richiamato la necessità di guardare all’eredità greca non soltanto come a un patrimonio da conservare, ma come a una risorsa capace di generare nuove opportunità culturali e istituzionali.
«Noi non vogliamo guardare alla nostra eredità greca soltanto con nostalgia. Il Mediterraneo non deve essere considerato soltanto come una frontiera. Può essere un luogo di incontro. E l’Area Grecanica, con la sua storia, può tornare ad avere un ruolo importante proprio come luogo di incontro tra culture, persone e popoli».
Nel suo intervento Nucera ha inoltre evidenziato il valore della diversità culturale come elemento di ricchezza e non di divisione.
«In un’epoca nella quale spesso si parla di differenze come di qualcosa che divide, noi vorremmo invece dimostrare che una differenza culturale può essere una ricchezza. La nostra identità grecanica non ci rende meno calabresi o meno italiani. Al contrario. Ci rende consapevoli della straordinaria complessità della nostra storia e ci ricorda che l’identità non è un muro. È un ponte».
Un concetto che il sindaco ha sintetizzato richiamando il significato più profondo dell’appartenenza grecanica:
«Essere grecanici significa appartenere profondamente a questa terra e, allo stesso tempo, sentirsi parte di una storia più ampia, che attraversa il Mediterraneo e unisce Calabria e Grecia».
La giornata di Bova Marina, attraverso la presenza dell’Ambasciatrice Sourani, il confronto tra le istituzioni del territorio e la proiezione di “Polemónta”, ha così rappresentato un’occasione per riaffermare il valore della memoria condivisa e, al tempo stesso, per rilanciare una prospettiva di collaborazione culturale tra la Grecia e l’Area Grecanica.
