“Non un omicidio d’impeto” ma un “omicidio commesso da più persone e addirittura il vicolo era bloccato da altre due persone”. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi Gianluca Vinci sulla relazione del Ris sul video aggiungendo che la modalità fa pensare a “un’organizzazione criminale”. “Un tentativo di estorsione o minaccia finito male è avvalorato dal fatto che Rossi non è stato finito da un killer ma il vicolo viene bloccato per impedire i soccorsi”, ha proseguito. Secondo Vinci ”non ci sono nomi” ma è convinto che il delitto porti a “un’organizzazione criminale che può aver orchestrato sia la parte delle minacce sia la chiusura del vicolo dopo”. Secondo Vinci potrebbe trattarsi di un’associazione ”mafiosa o ‘ndranghetista. Noi abbiamo trovato molti elementi che ci spingono verso la ‘ndrangheta della bassa Lombardia, mantovana e reggiana, e questa è la direzione maestra verso la quale stiamo andando per il movente e gli esecutori”.
“La novità più dirompente di oggi è che non era un passante l’uomo del vicolo che per troppi anni è stato descritto come un eventuale turista che passava di lì e lasciava morire un moribondo. In realtà quella persona ha avuto un ruolo assolutamente attivo in questa vicenda e di fatto ha bloccato i soccorsi per oltre 20 minuti perché Rossi in quel momento era ancora vivo e poteva essere soccorso”. Su chi possa aver commesso “quello che riteniamo a tutti gli effetti un omicidio”, Vinci ha sottolineato che “in Italia un omicidio fatto in quel modo non può essere un delitto d’impeto. Come testimoniato oggi e certificato dal Ris vi erano verosimilmente due persone a bloccare il vicolo, così come vi erano più persone all’interno dell’ufficio di Rossi quando è stato appeso. Parliamo quindi di almeno 4-5 persone coinvolte”.
