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Mancini: “L’acqua che arriva nelle case dei cosentini è potabile?”

«Ma l’acqua di Cosenza è potabile oppure no? Possiamo bere con tranquillità quella che esce, quando arriva, dai rubinetti delle nostre case?». È l’interrogativo posto da Giacomo Mancini, della direzione del PD Calabria, in un video diffuso sui social, con il quale richiama l’attenzione sulle ripetute ordinanze di divieto di utilizzo potabile dell’acqua delle fontane pubbliche cittadine e chiede di fare piena chiarezza sulla qualità dell’acqua destinata al consumo domestico.

La vicenda ha avuto inizio lo scorso 10 agosto, quando, a seguito delle analisi effettuate da Arpacal e delle comunicazioni dell’Azienda sanitaria provinciale, il Comune ha disposto il divieto di consumo dell’acqua erogata da sette fontane pubbliche. A Piazza Loreto erano stati rilevati anche valori di coliformi totali ed Escherichia coli superiori ai limiti consentiti.

Da allora si sono susseguiti nuovi provvedimenti, revoche e ulteriori divieti. Il 15 settembre le ordinanze hanno interessato Piazza della Vittoria, via Mondello, via Massaua e via Felice Migliori. Il 22 settembre nuovi divieti hanno riguardato Giostra Vecchia, Piazza Bisceglie, via Campagna e Vico San Giovanni. Alcune fontane sono successivamente tornate potabili, mentre in altri casi, come quello di via Campagna, le non conformità si sono ripresentate dopo una precedente revoca.

«Da due mesi assistiamo a un susseguirsi di ordinanze che vietano il consumo dell’acqua delle fontane pubbliche. Alcuni divieti vengono revocati dopo nuovi controlli, altri vengono introdotti. Ma il problema non può essere affrontato soltanto fontana per fontana. Occorre comprendere quali siano le cause delle ripetute non conformità, se riguardino singoli punti di erogazione oppure tratti della rete idrica e quali interventi siano stati effettuati per eliminarle definitivamente», afferma Mancini.

L’ex parlamentare socialista sottolinea come il problema delle fontane pubbliche sollevi anche una questione più generale, relativa alla qualità dell’acqua distribuita nelle abitazioni.

«L’acqua che alimenta le fontane pubbliche, in molti casi, proviene dalla stessa rete di distribuzione che serve le abitazioni. Questo significa che i cittadini hanno diritto di conoscere i risultati dei controlli e di sapere se siano state effettuate verifiche anche nei tratti della rete che alimentano le loro case».

Mancini chiede che venga reso pubblico un quadro aggiornato e facilmente consultabile delle analisi effettuate, indicando i punti di prelievo, le date dei campionamenti, gli eventuali parametri non conformi e gli interventi adottati.

«Non basta sapere che una fontana oggi è potabile e domani non lo è più. Bisogna spiegare perché accade, quali controlli vengono svolti sulla rete e se esistano criticità che richiedono interventi strutturali. Soprattutto, occorre fornire informazioni comprensibili alle famiglie, con particolare attenzione ai bambini, agli anziani e alle persone più fragili».

«I cittadini pretendono chiarezza– conclude Mancini –la qualità dell’acqua è una questione di salute pubblica e la trasparenza non può essere affidata a una successione di ordinanze. Dopo due mesi di divieti e revoche, la domanda resta semplice: l’acqua che arriva nelle case dei cosentini è potabile? Possiamo berla con tranquillità? Su un tema così importante occorre la massima trasparenza ».

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