La Fondazione Roberta Lanzino di Rende, storica realtà calabrese, presente a Roma al Consiglio Superiore della Magistratura, per confrontarsi, in una due giorni di studio, promossa dalla Settima commissione del CSM, su “ Violenza di genere- La risposta delle istituzioni e della società civile” Per la Fondazione, ai tavoli, giorno 8, l’avvocata Ornella Nucci: “La collaborazione tra le istituzioni, in particolare tra uffici giudiziari e giorno 9 la Presidente Matilde Spadafora: “Il lavoro delle Associazioni sulle vittime e sugli orfani speciali di femminicidio: normativa e problematiche nella concreta attuazione”
Intervento calibrato, ma tagliente, quello della Nucci, che ha offerto uno spaccato della “lotteria geografica” dei diversi modelli di intervento delle Istituzioni sui diversi territori nazionali, invitando l’Osservatorio a coinvolgere anche la Calabria, dove la Fondazione Roberta Lanzino, CAV e CR continuano a combattere la violenza di genere con grandi risultati, ma, purtroppo, molto spesso “a mani nude”. Senza tavoli interistituzionali e senza raccordo strutturato tra Autorità Giudiziarie, Aziende Sanitarie, Servizi Sociali e Forze dell’Ordine.
Quasi conclusivo l’intervento della Presidente Matilde Spadafora, che ha volutamente evitato l’emotività soggettiva e oggettiva che sempre si accompagna al nome di Roberta, per portare la testimonianza concreta del lavoro svolto e il contributo di proposte capaci di produrre risultati e risposte: la formazione unitaria e condivisa della filiera, la nascita di una Rete antiviolenza non formale e di facciata, ma strutturata e riconoscibile, procedure e non solo programmi, capaci di nominare anche le contingenti difficoltà che nei percorsi, specie di ospitalità, si incontrano, l’istituzione stabile e diffusa del Servizio di pronto intervento sociale: SPIS
“Due giornate intense, introdotte e accompagnate dalla Presidente Claudia Eccher, da tutti i membri della Settima Commissione e dall’autorevole apporto dei vari rami della Magistratura che per ragioni di necessaria sintesi, riassumiamo nella persona della magistrata, oggi in quiescenza, Maria Monteleone. Un incontro autorevole e significativo – conclude Matilde Lanzino- che nell’’alternarsi di interventi di magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, avvocati e avvocate, associazioni, analisti, ha messo a confronto giurisprudenza ed esperienza concreta, evidenziando una professionalità illuminata dalla passione e dalla reale volontà della ricerca di soluzioni in tema di risposta alla violenza di genere” – E grazie – aggiunge Matilde Lanzino – alla Settima Commissione per avere voluto, in chiusura, illuminare, dallo schermo, la sala, con il sorriso di Roberta .
