Una rete più capillare di tutori volontari, nuovi percorsi di formazione e un maggiore coordinamento tra istituzioni, servizi sociali e strutture di accoglienza. È questo il cuore dell’accordo sottoscritto in Toscana dal Garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza, Stefano Scaramelli, e dal Coordinamento nazionale delle Comunità accoglienti (Cnca), rappresentato dalla referente delegata Liviana Marelli.
L’intesa punta a rafforzare il sistema di tutela destinato ai minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio toscano e rientra nel progetto nazionale “Fami 1038”, sostenuto attraverso le risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027 dell’Unione europea.
A guidare il progetto a livello nazionale è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), affiancata dal Cnca, dalla Fondazione Don Calabria per il sociale e dall’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali.
In Toscana l’attività sarà sostenuta dall’Unità operativa locale, formata dalle specialiste Anna Paola Perazzo e Ilaria Masini, che lavoreranno al fianco dell’Ufficio del Garante fornendo supporto tecnico e organizzativo.
Uno degli obiettivi principali sarà quello di aumentare il numero dei cittadini disponibili ad assumere il ruolo di tutore volontario, con iniziative rivolte soprattutto alle province nelle quali queste figure risultano maggiormente carenti. Parallelamente verrà rafforzata la promozione dei corsi obbligatori necessari per poter svolgere l’incarico.
Il programma prevede campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, assistenza alle persone interessate a presentare la propria candidatura e sostegno nell’organizzazione dei percorsi formativi. Un ulteriore fronte riguarderà l’affiancamento dei tutori già operativi e il consolidamento dei rapporti con i Tribunali per i minorenni, i servizi sociali dei Comuni e le realtà che gestiscono l’accoglienza.
«Questo accordo rappresenta un passo fondamentale per garantire pienamente i diritti dei minori più vulnerabili che arrivano nel nostro territorio», ha dichiarato Scaramelli.
Per il Garante toscano, il tutore non svolge soltanto una funzione legata agli aspetti amministrativi e giuridici della vita del minore. «La collaborazione con il Cnca e il lavoro dell’Unità operativa locale ci permetteranno di qualificare e incrementare la presenza dei tutori volontari, figure essenziali non solo per gli adempimenti legali, ma per l’accompagnamento umano, l’inclusione e il percorso di autonomia di questi ragazzi».
L’obiettivo, ha aggiunto Scaramelli, è estendere rapidamente l’attività anche nelle zone dove la presenza dei tutori risulta più limitata: «Lavoreremo fin da subito per raggiungere in modo capillare ogni territorio della Toscana».
L’accordo non comporterà costi per l’amministrazione regionale toscana: tutte le attività previste saranno infatti finanziate attraverso le risorse europee del programma Fami.
