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Reggina, Cardona: “Niente ricorso al Coni, ci giochiamo i playoff sul campo”

Incredibile ma vero. Dopo aver preventivamente annunciato per ben tre volte di voler percorrere tutti i gradi di giustizia sportiva, con i comunicati del 17 aprile, del 28 aprile e del 29 aprile, la Reggina si tiene i 5 punti di handicap che rappresentano la penalizzazione più grossa mai ricevuta dagli amaranto, fatta eccezione per i -11 di Calciopoli. Ad annunciarlo in conferenza stampa è il presidente Marcello Cardona: “La notizia è che la Reggina non ricorrerà al Collegio di Garanzia del Coni”. Di seguito il resto delle dichiarazioni del massimo dirigente:

“Questo debito per la vita di una società è fondamentale. Tante società hanno debiti che si riverberano in modo importante. C’è una legge dello Stato che consente la ristrutturazione del debito. La Reggina, in modo trasparente e legale, si è affacciata a questo istituto, per ristrutturare un debito che si portava da tantissimi anni. La Reggina è stata la prima società professionistica ad avvalersi di questo istituto, non essendoci alcun veto. Nei mesi, la Reggina ha cercato di risolvere con i creditori, ma la situazione era drammatica”.

“Vado a trovare la squadra a Roma, prima di Perugia. Si avvicina un signore anziano, mi saluta cordialmente. Poi mette la mano in tasca. Mi tira fuori una fattura del 2021 da pagare. L’abbiamo mandata al commissario che gestisce il debito. Questo per dare un’idea di come i creditori si palesavano di giorno in giorno”.

“Il Tribunale ci ha detto di non pagare determinate scadenze. C’è stato un corto circuito: ci sono delle norme sportive chiare, e ci sono le norme del codice di crisi impresa cui abbiamo aderito. Ci siamo trovati in mezzo al guado. Noi abbiamo profondo rispetto delle istituzioni. Noi abbiamo profondo rispetto delle istituzioni. I rapporti si sono complicati, pur essendo consolidati da anni con i presidenti Gravina e Balata. I deferiti prevedevano, nella totalità, l’assegnazione di dodici punti di penalità”.

“Non sono social, mi mandavano gli articoli. Devo registrare degli atteggiamenti pessimi nei confronti della Reggina e della nostra città, da parte di qualcuno. La nostra dignità di persone perbene, non può essere messa in discussione. Reggio Calabria ha un dna di fatica e lavoro. E noi non possiamo permettere a nessun odi mettere in dubbio l’onorabilità di chi qui, in questa terra, si alza la mattina e va a lavorare. Anche qualcuno qui, è la libertà di stampa, ci sta. I punti di penalizzazione sono per questioni amministrative, non per illecito sportivo. Non abbiamo fatto congreghe con nessuno. La giustizia sportiva, in tutti i gradi, ci ha riconosciuto la trasparenza e la legalità. Per questo ci hanno dato tot punti invece di tot. Riconoscendo il lavoro di Saladini, unico ad aver rilevato una società per risanarla. Facendo sì che la nostra città possa fare calcio a testa alta, con dignità e con gioia”.

“Chi ci ha criticato ha cambiato cinque allenatori, comprando giocatori, punte, cose. Questo imprenditore, che ha avuto un coraggio pazzesco dettato dall’amore per il territorio. E io garantisco: se c’è qualcosa che non va, prima vado dai miei concittadini e lo dico, poi vado dove devo andare. Fin tanto che io sono qui, sarà informata la città e le persone perbene”.

“Hanno riconosciuto che abbiamo chiesto di pagare, ma il commissario disponeva. Provvedimenti dell’autorità giudiziaria, ci è stato riconosciuto. Sapete bene che la Federazione ha armonizzato la legge del codice imprese con le leggi sportive. Abbiamo detto di dirci cosa fare, saremmo stati pronti a farlo. Con il piano si presentano garanzie economiche reali, che dimostrano che la Reggina è in grado di pagare tutto. A salvaguardia di quei creditori che in passato hanno dato e non hanno preso”.

“Abbiamo detto in modo chiaro e preciso che saremmo arrivati fino in fondo. Però siamo dentro un sistema sportivo che rispettiamo, e dobbiamo rispettare. Che prevede delle questioni importanti. La Federazione ha fatto normativamente quello che doveva fare. E ritengo giusto l’iter subito dalla Reggina. Anche la Federazione è stata chiara e trasparente. Accertato che ci viene riconosciuta in modo chiaro e netto questa trasparenza e questa legalità, accertato che siamo ritornati dentro quel range importante dei playoff, e sapendo che abbiamo un team importantissimo, continuiamo a giocarcela sul campo”.

“Questa società deve essere sanata. E deve essere in grado di fare progettazioni importanti, che sono già in atto. La proprietà si impegna a pagare i debiti nell’ambito della ristrutturazione. Debiti razionalizzati e condivisi con tutti i creditori. Sgombriamo il campo dall’impegno che la proprietà ha avuto nell’iscrivere la squadra e nell’allestirla. La Reggina vuole rispettare le regole e le istituzioni. Abbiamo ottenuto successi societari inimmaginabili”.

“Quello del concordato è un altro step importante. Sono state presentate delle fidejussioni, fatto un bel piano. Mi corre l’obbligo di ringraziare il dottor Brunori e gli avvocati Rodella e Lubrano, che hanno portato il sentimento dei reggini dentro le aule dei tribunali. Sono riusciti a dimostrare la nostra buona fede. Guardiamo al futuro con una serenità pazzesca”.

“C’è chi ci scrive che dovremmo prendere lezioni da altri. Ma lezioni di cosa, di debiti? Una volta Ferdinando mi ha portato l’articolo di uno che, dopo una sconfitta, sosteneva dovessimo entrare negli spogliatoi e farci sentire”.

“Chi è che stabilisce se il piano è debole o è forte? C’è un commissario che l’ha costruito assieme ai tecnici. Il piano si è autocostruito giuridicamente, è un problema tra la società ed il Tribunale fallimentare. A qualcuno piacerebbe che le cose andassero male. Ecco perché è importante rispettare le istituzioni. Equilibrio e saggezza dice che dobbiamo rispettarci. La questione del piano debole, non ho capito chi è che l’ha scritto. Ci sono già le garanzie. Per tutto. Io polemiche non ne facci con nessuno. Non mi interessa niente. Mi interessa la parte sana di Reggio, quella che deve capire che siamo in un posto stupendo”.

“Inzaghi ha detto bene. Ci si siede sempre. Abbiamo un progetto tecnico che portiamo avanti. La Reggina resta a vita. I presidente se ne vanno. I giocatori vanno, vengono. Ma la Reggina resta. Gira per i campi, porta gioia. Sulla questione tecnica, ha ragione – Inzaghi ndr – A tecnico e squadra dobbiamo solo dire grazie per ciò che hanno fatto. Inzaghi è una persona straordinaria, amante del calcio, è una persona perbene. I ragazzi, quando hanno perso, erano mortificati. E se qualcuno ci chiedeva di esoneri, noi non facciamo parte di quel contesto di società. La nostra squadra è la migliore della Serie B, per caratteristiche umane e tecniche”.

“Nel piano ci sono le garanzie, è già scritto e formale. La Reggina ha avviato un percorso unico in Italia. Per competenza, e perché era doveroso. Un imprenditore compra una società con dei debiti, c’è uno strumento giuridico e prova a risanare. Con coraggio da leone. Hanno scritto cose sui due ordinamenti… e noi, zitti. Abbiamo avuto il coraggio di prendere pugni in faccia, ma ci è stato riconosciuta la trasparenza e la legalità. Non abbiamo fatto nulla fuori dalle regole. Ci sono delle regole che poi determina il Tribunale. La Reggina ha fatto delle cose societarie incredibili. Quelle scadenze avevamo chiesto di pagarle”.

“Diciamolo da reggini: ci meritavamo l’ulteriore schiaffo di giocare in promozione? Dato che non potevamo essere ripescati, avendo già usufruito. A Saladini bisogna dire grazie, questa società ha prospettive di solidità importante”.

p.f.

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