“La federazione metropolitana di Europa Verde/Verdi deve di nuovo segnalare all’attenzione della cittadinanza e di chi governa la città la situazione di degrado in cui versano alcune delle pregevoli strutture della collina di Pentimele. In particolare, evidenzia che il Fortino Nord è stato meta di “intrusi” che dopo aver divelto gli ingressi e gli infissi si sono dedicati alla distruzione degli impianti elettrici, idrici e dei servizi. Bisogna però dire che pure gli esterni del fortino versano in uno stato di abbandono che lascia perplessi visti i recenti investimenti economici per il recupero della struttura.
Anche l’area della statua di San Paolo è stata “visitata” e ne hanno fatto le spese la base, la stele, il lastricato, ecc… imbrattati da varie scritte in vernice nera.
È dunque probabile che la parzialmente ritrovata percorribilità di via Lupardini (la strada panoramica semi asfaltata che da Archi conduce alla sua cima) favorisca la frequentazione di gente indegna di vivere in un contesto civile.
Eppure, la collina dovrebbe essere un fiore all’occhiello nell’ambito del tessuto urbano e una meta costante della popolazione reggina e di turisti in cerca di emozioni forti e uniche, proprio grazie alla realtà dei fortini umbertini, all’area attrezzata dedicata a San Paolo ma non solo. Infatti, sarebbe perfino superfluo sottolineare lo straordinario panorama che si può godere da Pentimele sulla città, su tutto lo Stretto e fino alle isole Eolie e all’Etna. Meno celebrata, ma non meno importante, è la presenza sulla collina di una vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea rigogliosa e variegata, perfino rara come nel caso della Tricholaena teneriffae e della Wahlembergia nutabunda (unico sito segnalato in Italia), e per questo “teoricamente” protetta quale Sito di Interesse Comunitario. E poi si ricorda anche il suo valore escursionistico perché l’attraversa la prima tappa calabrese del “Sentiero Italia CAI”.
Gli ennesimi affronti alla collina forniscono lo spunto per chiedere una maggiore attenzione da parte degli amministratori poiché, come abbiamo visto, non basta restaurare ma è necessario proteggere (videosorveglianza, presidi antincendi) e nello stesso tempo valorizzare incentivando pure la sua fruizione con una mobilità sostenibile.
A parere di questa federazione, la collina di Pentimele dovrà poi essere inserita in un più ampio, connesso e fruibile “percorso” turistico, culturale e ambientale che comprenda tutte le realtà storiche, naturalistiche e paesaggistiche presenti sulle altre colline del circondario reggino”.
Così Gerardo Pontecorvo, segretario della Federazione metropolitana di Europa Verde/Verdi Reggio Calabria.
