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Abuso d’ufficio, Gratteri: “Mantenerlo serve, non vorrei che alcuni sindaci usassero Comune come casa propria”

“L’abuso d’ufficio è un reato difficile da dimostrare, così come è formulato. Ma è un reato spia, e secondo me serve. Non vorrei che alcuni sindaci scegliessero di usare il Comune come casa propria. Dovremmo accorpare i comuni più piccoli, poi i sindaci se vogliono un parere tecnico prima di apportare una firma possono chiederlo, se invece vogliono favorire il parente o l’amico è giusto che gli arrivi l’avviso di garanzia”.

Così il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

L’indirizzo del Governo sarebbe invece quello di modificare o abolire l’abuso d’ufficio. Anche l’amministrazione metropolitana di Reggio Calabria, dopo la condanna del sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà, nell’ambito del “Caso Miramare”, in queste settimane ha tentato di guidare una sorta di “crociata” dei primi cittadini calabresi contro la legge Severino e il reato dell’abuso d’ufficio.

Il magistrato è intervenuto anche su altri temi della giustizia: “Separazione delle carriere? Sono contrario e di fatto già c’è, perché è quasi impossibile cambiare. Ma poi cambiare ruolo è un arricchimento per il giudice. Inoltre, separando le carriere io temo che il prossimo passo sia mettere il magistrato sotto il controllo dell’esecutivo”.

Il procuratore ha auspicato la cancellazione della riforma Cartabia. “In Italia ci sono 1600 magistrati e ce ne vorrebbero il doppio solo per attuarla, avendo moltiplicato i passaggi. In Europa non capiscono niente del nostro sistema giudiziario: va bene che abbiamo preso i soldi del PNRR, ma se poi il sistema giudiziario non funziona, a cosa servono?”.

Sulla recente visita del Guardasigilli in Calabria, Gratteri ha detto: “Con Nordio ho parlato di arte, lui è un grande conoscitore di Storia. Anche io mi considero un garantista, io e il mio ufficio osserviamo in modo ortodosso le norme del codice. Ci sono diffamatori quotidiani che scrivono notizie false, ho iniziato cause civili contro questi diffamatori seriali. Da quando sono a capo della procura di Catanzaro non c’è una sola condanna per ingiusta detenzione, lo dice il presidente della corte d’appello. Non ci sarebbero le carceri piene in Calabria se le mie indagini fossero tutte un bluff”.

“Io capo del Dap? Nessuno me lo ha chiesto. Forse è un desiderio della polizia penitenziaria ma dipende da che libertà mi danno, devo avere mani libere”.

 

 

 

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