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Turisti dai Balcani alla scoperta dell’Arbëria crotonese: Fili Meridiani accoglie visitatori da Albania, Macedonia del Nord e Serbia

L’Arbëria crotonese continua ad attrarre interesse oltre i confini nazionali, confermandosi come ponte culturale tra l’Italia e i Balcani. Nei giorni scorsi, l’associazione Fili Meridiani APS ha accolto un gruppo di turisti provenienti da Albania, Macedonia del Nord e dalla comunità albanese residente in Serbia, protagonisti di un’esperienza immersiva alla scoperta delle radici arbëreshe.

Un viaggio identitario, prima ancora che turistico, che ha condotto i visitatori nei borghi dell’entroterra crotonese, custodi di una cultura millenaria fatta di lingua, tradizioni, riti religiosi e patrimonio immateriale ancora vivo.

Il programma ha previsto un articolato tour tra le comunità arbëreshe, durante il quale gli ospiti hanno potuto conoscere da vicino la storia e le peculiarità dei diversi centri. Particolarmente apprezzati il pranzo arbëresh, occasione di convivialità e scoperta dei sapori tradizionali, la visita alle campane con le poesie scritte in lingua arbëreshe, simbolo sonoro, identitario e letterario delle comunità, e la visita al MUZÈ, spazio dedicato alla narrazione e valorizzazione del patrimonio arbëresh.

Momento altamente simbolico è stato quello vissuto davanti al murale dedicato a Paolo Staltari, dove visitatori e comunità locale hanno danzato insieme la Vagha, antica danza arbëreshe, in un gesto collettivo di memoria, identità e condivisione.

Guidati da esperti e operatori culturali, i partecipanti hanno vissuto momenti di autentico scambio, incontrando le realtà locali e rafforzando il legame tra le diverse anime dell’Arbëria.

«Queste visite rappresentano molto più di un semplice itinerario turistico – sottolinea Fili Meridiani – sono occasioni preziose per rinsaldare i rapporti tra le comunità arbëreshe d’Europa e per promuovere una narrazione condivisa della nostra identità».

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’associazione per la valorizzazione del territorio e delle minoranze linguistiche, attraverso progetti culturali, attività di ricerca e percorsi di turismo esperienziale.

L’Arbëria si conferma così non solo luogo della memoria, ma spazio vivo di incontro, capace di parlare alle nuove generazioni e di attrarre visitatori da tutto il mondo.

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