“C’è un video che sta circolando sui social nelle ultime ore, ritrae una folla che festeggia entusiasta la vittoria del neo Presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragallo. In mezzo a quella folla spunta un braccio teso, un saluto romano, un gesto che, in un luogo che dovrebbe essere la casa della democrazia locale, agisce come uno schiaffo in pieno volto alla sobrietà istituzionale.
Mentre il nuovo vertice dell’amministrazione provinciale giurerà fedeltà ad una Costituzione che è — giova ricordarlo — intrinsecamente e visceralmente antifascista, c’è chi ha pensato bene di celebrare il momento rispolverando un feticcio ideologico che appartiene al periodo più buio della nostra storia.
Non si cada nell’errore di derubricare l’accaduto a “folklore” o a un eccesso di entusiasmo di un singolo nostalgico.
Il saluto romano non è una libera espressione del pensiero, ma la negazione stessa delle basi su cui poggia quella stessa manifestazione di gioia: si festeggia l’accesso a una carica elettiva utilizzando il linguaggio di chi, quelle elezioni, le aveva abolite.
La gravità del gesto non ricade solo su chi lo compie, ma interroga l’intera comunità politica presente. Cosenza, città di tradizioni civili profonde e di resistenze intellettuali, non merita di essere associata a queste derive da ventennio.
Ci aspettiamo da chi siederà da domani ai vertici della Provincia di Cosenza e che giurerà sulla Costituzione Italiana antifascista, ha il dovere morale di prendere le distanze in modo netto e inequivocabile da un tale gesto.
Non basta l’imbarazzo di circostanza, serve una condanna politica che chiarisca a chiare lettere che non c’è spazio per nostalgie autoritarie.
La Provincia è l’ente che unisce i comuni, che si occupa di scuole, di strade, di territorio; è l’ente che più di tutti dovrebbe parlare di futuro e di convivenza civile. Quel braccio alzato, invece, parla di esclusione, di violenza passata e di una cultura politica che rifiuta il confronto per rifugiarsi nel dogma dell’uomo solo al comando.
In un momento storico in cui la partecipazione democratica è già fragile, permettere che tali gesti passino sotto silenzio significa legittimarli”.
E’ quanto si legge in una nota di Sinistra Italiana di Casali del Manco.
