L’Italia diventa ogni giorno di più un Paese dove si restringono gli spazi di democrazia. L’autoritarismo avanza, anzi galoppa. Ciò si verifica anche negli enti locali quando questi sono amministrati da commissari prefettizi nominati dal Ministro dell’Interno. In questi casi l’autorità locale, dunque, non è rappresentante democratica dei cittadini ma è una emanazione diretta del Potere Centrale. Ai tempi dell’Impero Romano si chiamavano pro-consoli.
Nel Comune di Rende, i signori Commissari, dovranno restare in carica per altri sei mesi, in virtù di una proroga imposta dal Ministro dell’Interno, pur non essendoci elementi validi giuridicamente per emettere il provvedimento di proroga. I Commissari, quasi a fine mandato, intenderebbero addirittura, secondo la stampa di regime, sostituirsi al Consiglio Comunale anche per adottare atti e provvedimenti di pura programmazione, come ad esempio iniziative che riguardano il settore urbanistico oppure affidamenti in concessione di strutture strategiche, come il Parco Acquatico, per vent’anni. In altri termini, il potere commissariale intende programmare l’avvenire della nostra comunità almeno per i prossimi vent’anni. Peraltro, si vorrebbe metter mano ai PAU che sono stati tenuti fuori dal PSC revocato, utilizzando i tecnici del gruppo Francini redattori del PSC, bocciati per questo progetto ma ritenuti idonei per elaborare i PAU, che proprio questi professionisti non hanno considerato per oltre 15 anni.
Siamo alla farsa, per coprire con una foglia di fico una tragedia. Ai PAU, che richiedono una procedura molto complessa, deve pensare il prossimo Consiglio Comunale. Sarà il caso che di questa incresciosa situazione venga resa edotta Sua Eccellenza il Prefetto di Cosenza.
Intanto, la città è allo sbando, poiché i Commissari si disinteressano dell’ordinaria amministrazione, evidentemente per pensare ad altro.
Le strade sono piene di buche e i signori Commissari, pur avendo preso servizio ben diciotto mesi fa, non solo nulla hanno programmato per una decente manutenzione ordinaria, ma si sono dimenticati che avevano a disposizione ancora tre anni per utilizzare i fondi del PNRR, attraverso i quali si poteva procedere ad un ammodernamento straordinario della intera rete stradale, se solo si avesse avuto la visione e la capacità di predisporre un progetto adeguato, che sicuramente avrebbe trovato accoglimento a Roma. Peraltro, niente è dato sapere sull’utilizzo di fondi ministeriali stanziati per i Comuni nelle condizioni di Rende.
In termini di manutenzione non si è provveduto, nonostante i nostri continui solleciti, a pulire i tombini e gli scoli delle acque bianche ed a provvedere alla pulizia dei fiumi, situazione molto grave dal momento che, trovandoci in piena stagione invernale, è facile prevedere giornate con precipitazioni esagerate che possono compromettere la sicurezza di persone e cose. Ed, infatti, le recenti piogge hanno provocato allagamenti nelle aree adiacenti P.zza de Vincenti ed in località Malvitani, dove tutt’ora molti terreni sono inondati dall’acqua e da liquami fuoriusciti dalle fogne. Stesso ragionamento si può fare per la manutenzione del verde e per la pulizia della città che presentano carenze di una gravità assoluta.
In perfetta sintonia con l’amministrazione sciolta, si è proseguito in continuità senza neanche il tentativo di migliorare opere sballate come il ponte sul fiume Surdo, vero e proprio ecomostro, le piazzette imbruttite e un asilo nido allocato in zona periferica, dove vivono sei bambini soltanto, per realizzare il quale si è distrutto un piccolo parco, punto di riferimento per il quartiere. E per carità di patria, taciamo sulla attuazione di Agenda Urbana.
Signori Commissari, utilizzate questi sei mesi che restano a vostra disposizione, per eseguire almeno una decente manutenzione, poiché Rende non è mai stata trascurata come in questo momento. A voler tacere sulla situazione del traffico che peggiora di giorno in giorno, nonostante i proclami del nuovo comandante del Vigli Urbani. Traffico reso ancora più caotico dalle inguardabili ed inqualificabili piste ciclabili, dove a tutt’oggi non abbiamo mai visto un ciclista e che rappresentano un pericolo per i cittadini e un handicap vistoso per la rete commerciale, poiché non solo hanno reso il traffico insostenibile ma hanno ridotto, soprattutto nella zona di Quattromiglia, la possibilità di parcheggiare per utilizzare i negozi della zona.
Nell’ augurare un buon 2025 ai nostri concittadini, non possiamo che esclamare: “che Dio ce la mandi buona”