“Rilanciamo l’urgenza di un patto sociale che vale per il Paese e vale per la Calabria. Alla Regione chiediamo di scegliere la strada del dialogo, un dialogo strutturato e non saltuario. È quello che ribadiremo al presidente Occhiuto in un incontro che avremo giorno 10 aprile”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Cisl Calabria, Giuseppe Lavia, a margine di un evento organizzato dal sindacato a Feroleto Antico.
“Noi – ha proseguito – proponiamo i nostri temi, come lavoro dignitoso e sicuro, sviluppo infrastrutturale, riprogrammazione dei fondi di sviluppo e coesione e dei fondi strutturali Fesr Fse attorno a poche priorità: ciclo integrato delle acque, housing sociale, riqualificazione delle aree industriali e l’altra grande questione, la messa a terra degli investimenti delle risorse già disponibili, circa 20 miliardi. Penso alla 106, penso alla galleria Santo Marco, alle risorse del Piano nazionale complementare”.
“La realizzazione di queste opere è fondamentale anche perché siamo sulla coda del Pnrr. L’altro grande tema è l’attrazione degli investimenti. Noi – ha affermato – rilanciamo una proposta concreta: la Zes sta dando alcuni frutti per differenze di condizioni strutturali e ci vogliono delle differenze nell’intensità degli aiuti. Proponiamo che le misure regionali di sostegno alle imprese siano integrate con quelle nazionali, quindi il tema è quello di una Zes rafforzata che alimenti ed aumenti il credito d’imposta per le imprese che decidono di investire in Calabria. Proponiamo inoltre la sperimentazione di una zona franca doganale partendo da Gioia Tauro per andare oltre il transhipment, quindi ci vogliamo confrontare su temi concreti affermando il valore del metodo del dialogo sociale che deve essere un dialogo strutturato”.
“L’altra grande questione che noi poniamo sul tavolo – ha concluso Lavia – è l’attivazione dei servizi previsti nelle 61 case di comunità e nei 20 ospedali di comunità, per fare questo serve un piano straordinario di assunzioni, servono delle scelte precise e soprattutto serve un management che sia all’altezza delle sfide la politica dia gli indirizzi ma esca dalla gestione”.
