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Il Premio Troccoli celebra 40 anni di talento e identità territoriale

Il termine per la presentazione delle candidature al 40° Premio Letterario Nazionale Troccoli Magna Graecia è appena scaduto il 10 marzo 2026. Le candidature prodotte sia dai singoli autori sia da parte di editori di varie regioni italiane hanno superato di gran lunga quelle delle precedenti edizioni.

Intanto registriamo le riflessioni sulla 40esima edizione del Premio, di Giuseppe Aloise che conobbe Giuseppe Troccoli quand’era ancora bambino.

Giuseppe Aloise oltre ad essere noto al vasto pubblico perché già deputato al Parlamento italiano, è un dottore commercialista, membro del Comitato scientifico del Premio presieduto da Pierfranco Bruni, è noto -inoltre- per la sua florida e incisiva pubblicistica sull’ analisi politica dei principali avvenimenti nazionali e internazionali. Ricercatore attento, intraprendente e perspicace di storia locale e regionale con particolare approfondimento sulla presenza e il ruolo della Famiglia Serra Cassano nella Sibaritide.

Di getto la prima osservazione che le viene in mente sul Premio Troccoli che lei segue sin dalla prima edizione?

«È abbastanza noto che il “logo”, con pochi tratti grafici, riesca il più delle volte a realizzare un forte legame emotivo capace di “condensare nei segni e nelle parole, il messaggio “promozionale” che vuole trasmettere.

Se così è, nel caso del Premio Troccoli Magna Graecia il disegno di profilo del volto di Giuseppe Troccoli -cui si accompagna il disegno ben marcato di un capitello dorico- sintetizza in maniera efficace il significato della manifestazione culturale che con l’edizione del 2026 si avvia a celebrare il 40° anniversario della fondazione».

L’iniziativa del Premio ha lasciato qualche traccia interessante nella comunità locale?

«Quaranta edizioni, supportate, sin dall’inizio, dall’impegno e dalla passione di Martino Zuccaro, dal notevole contributo culturale del Presidente del Comitato Scientifico Pierfranco Bruni, dalla non comune capacità comunicativa del Direttore di “Giornalisti Italia” Carlo Parisi e non per ultimo dalla passione e dalla generosità di Pino Nano, già capo redattore della sede Rai Calabria, capo redattore centrale Rai, e neo Direttore di “Nuova Armonia”, hanno lasciato un segno profondo nella nostra realtà. Le prime edizioni sono state dedicate allo studio ed all’approfondimento della produzione letteraria dello scrittore Giuseppe Troccoli cui il premio era ed è intestato».

In particolare fra i giovani di Lauropoli che effetto fece avere un concittadino illustre sia nella comunità scolastica e sia nel mondo culturale fiorentino?

«Troccoli è stato un illustre figlio di Lauropoli e nel dopoguerra, in una realtà contadina senza significative tradizioni culturali, divenne un modello di vita, di studi e di impegno civile cui riferirsi per realizzare un processo di promozione sociale per le nuove generazioni. Firenze nell’immaginario collettivo dei giovani di Lauropoli, negli anni 50, divenne quasi un luogo mitico per la magia della bellezza e della cultura che caratterizzavano la culla e la capitale del Rinascimento. Ebbene in questo luogo mitico Troccoli aveva saputo ben affermarsi pur partendo da una povera realtà periferica del nostro paese. Divenne così un modello cui ispirarsi anche perché aveva saputo affrontare le sfide di un contesto culturale molto elevato con risultati apprezzati dalla critica letteraria senza mai recidere le radici con il suo paese di origine. Il romanzo Lauropoli ne è la più viva testimonianza».

Il Premio nato a Lauropoli ha allargato i suoi confini geografici: ritiene che esso abbia raggiunto anche l’obiettivo di promozione culturale?

«Col passare degli anni e con la qualità e le novità delle edizioni successive, il Premio si è consolidato come una manifestazione culturale di notevole livello in un contesto territoriale abbastanza ampio. Non sfugge a nessuno come il contesto socio-economico calabrese mostri segni evidenti di difficoltà nei processi di sviluppo. La promozione della cultura, in siffatte condizioni, può diventare anzi diventa motore di crescita, innovazione e promozione sociale.

La cultura come risorsa collettiva, nella sua straordinaria ricchezza e complessità -soprattutto in una realtà disgregata come la nostra- merita di essere potenziata in tutte le sue diverse manifestazioni ed espressioni. Il “Premio Troccoli” con la sua particolare identità valoriale ha saputo essere un’apprezzabile espressione di un filone culturale che si è ben radicato e strutturato da un quarantennio configurandosi ormai come Premio di livello nazionale. Con l’assegnazione dei premi, le scelte operate non sono state un mero riconoscimento ai meriti e alle qualità delle personalità coinvolte, ma esse hanno rappresentato un modo concreto per tenere accese le luci sulle storie e sull’anima più autentica del nostro vasto territorio».

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