Il territorio di Cirò è in fermento in questi giorni agostani: le uve arrivano a piena maturazione, le cantine si preparano ad anticipare la vendemmia (segno inequivocabile dei cambiamenti climatici), le spiagge si popolano di turisti che arrivano da ogni dove per godere del mare cristallino e al tramonto dell’assaggio del vino storico della viticoltura calabrese. Una eredità importante che oggi il Consorzio di tutela di Cirò e Melissa vuole rafforzare con identità, coesione e visione rispetto alla grande tradizione che lo accompagna, ma lo fa con una consapevolezza moderna che non tradisce le origini, ma anzi le rafforza.
«Oggi viviamo una fase di grande dinamismo – afferma Carlo Siciliani, presidente del Consorzio di Cirò – che mette insieme il dialogo costante la radici ed evoluzione che definisce oggi la fisionomia del Cirò, ovvero un sistema produttivo composito ma coeso, che valorizza le varietà autoctone, custodisce il paesaggio vitato e si racconta al mondo con voce autentica e corale. E’ la sintesi di quel che stiamo vivendo in questi giorni per il Cirò Wine Festival che si prepara alla festa popolare del 10 agosto. Le cantine storiche, quelle dei giovani vignaioli, si sono aperte al territorio e sono diventato lo spazio privilegiato dove conoscere la nostra realtà produttiva. Inoltre – aggiunge il presidente del consorzio – ci stiamo preparando al debutto delle prime etichette della DOCG che debutteranno nella prossima annata. Essere entrati nel gota del sistema vino italiano non è soltanto una certificazione simbolica, ma un processo rigoroso e condiviso che si fonda su criteri specifici di storicità documentata, tracciabilità, uniformità qualitativa, specificità territoriale, continuità produttiva maturato grazie ad anni di impegno da parte dei viticoltori, i vinificatori, che ha visto al nostro fianco le istituzioni locali e regionali, che insieme hanno lavorato nella traccia di una identità che si fa territorio».
In questi giorni con le esperienze nelle cantine il Cirò si è mostrato come sistema capace di offrire un contesto territoriale autentico e riconoscibile dove l’enoturismo si consolida come volano economico a sostegno dell’attività vinicola pura. Un areale storico dove la vigna disegna il paesaggio e regala esperienze culturali capaci di emozionare. In questa annata, per la festa finale alla quale partecipano le cantine A Vita, Antichi vigneti Sculco, Arcuri Espedito, Baroni Capoano, Brigante vigneti & cantina, Cantina Campana, Cantina Garruba, Cantine Bruni, Cantine De Luca, Cantine De Mare, Cantine Greco, Cantine Strangi, Caparra & Siciliani, Casale Cappellieri, Cerminara vini, Cote di Franze, Enotria, Fezzigna, Francesco Malena, Fratelli dell’Aquila, Giuseppe Pipita vini, Ippolito 1845, L’Arciglione di Cataldo Calabretta, La Pizzuta del Principe, Librandi, Maddalona del Casato, Mimmo Vinci, Romano & Adamo, Salvatore Caparra vini, Santa Venere, Scala vigneti e cantina, Senatore vini, Sergio Arcuri, Tenuta del Conte, Tenuta Renda, Tenuta Strancia, Strangi, Vigneti Ferraro, Vigneti Vumbaca, Zito si sono scelti generi musicali come Hosteria di Giò e poi dall’una di notte il Dj set con la special guest di Gregor Salto e Adam Clay proprio per andare incontro anche ai giovani e avvicinarli ad una serata in un’area iconica per Cirò come i Mercati Saraceni di Madonna di Mare che permetta loro di conoscere da vicino una delle denominazioni più longeve del sistema vino calabrese. «Crediamo che si possa così incuriosire le nuove generazioni avvicinandole ad un contesto molto easy dove però hanno la possibilità di conoscere da vicino produttori e cantine e lasciarsi affascinare dalla consapevolezza di un sistema produttivo che ha radici antiche ma animo moderno».
