«Essere consigliera comunale significa esercitare con responsabilità un ruolo di indirizzo e controllo nell’interesse esclusivo della comunità e dell’Ente. La trasparenza amministrativa, la condivisione delle scelte e la piena comprensibilità degli atti rappresentano presupposti imprescindibili per il buon governo».
Con questo spirito la consigliera comunale del Gruppo Misto di Vibo Valentia, Antonella Petracca, interviene a seguito dei lavori della Quarta Commissione consiliare, nel corso della quale ha posto una serie di quesiti all’assessore Talarico, chiedendo chiarimenti su alcune decisioni amministrative che ritiene meritevoli di approfondimento. Sulle medesime questioni è stata inoltre presentata dalla stessa consigliera una pregiudiziale in Quarta e Quinta Commissione Controllo e Garanzia.
L’attenzione della consigliera si è concentrata sulla deliberazione della Giunta comunale n. 174 del 4 giugno 2026, relativa alla “variazione del bilancio di previsione finanziario 2026-2028 e conseguente proposta al Consiglio comunale di variazione al Piano delle opere pubbliche 2026-2028”.
Dalla lettura dell’atto, tuttavia, secondo Petracca non sarebbe possibile comprendere con sufficiente chiarezza il contenuto delle variazioni apportate, poiché il provvedimento rinvia ad allegati che, in alcuni casi, non risultano pubblicati contestualmente all’Albo Pretorio.
«Un atto amministrativo – sottolinea la consigliera – dovrebbe consentire a cittadini e consiglieri di comprendere immediatamente come vengono impiegate le risorse pubbliche. Quando questo non avviene, viene meno un principio fondamentale di trasparenza».
Dall’Allegato n. 11 del 15 aprile 2026 emerge, alla pagina 13, una variazione di bilancio di circa 25 mila euro. Secondo quanto riferito dalla consigliera, tuttavia, l’importo complessivo dell’affidamento potrebbe raggiungere i 30 mila euro, destinati al servizio di portierato e vigilanza passiva della sede comunale per dodici mesi.
È proprio su questo punto che Petracca manifesta le maggiori perplessità.
«Non si comprende – afferma – quale sia la reale necessità di ricorrere a un servizio esterno quando il servizio di portierato è già operativo ed è quotidianamente svolto dal personale comunale con professionalità, disponibilità ed efficienza. Prima di destinare ulteriori risorse pubbliche a un affidamento esterno sarebbe stato opportuno dimostrare, con dati oggettivi, l’impossibilità di garantire il servizio attraverso l’organizzazione interna dell’Ente».
La consigliera pone quindi una serie di interrogativi: l’importo previsto è pari a 25 mila o a 30 mila euro? Sono previsti ulteriori costi durante l’esecuzione del servizio? È stata effettuata una valutazione comparativa tra l’esternalizzazione e il potenziamento del servizio già esistente? Con quali modalità sarà individuato il soggetto affidatario? Sono previste responsabilità, penali, garanzie fideiussorie e costi aggiuntivi in caso di prolungamento dell’orario oltre le 19, in occasione di Consigli comunali o altre riunioni istituzionali? Quale postazione sarà messa a disposizione per lo svolgimento del servizio?
Secondo il capitolato, infatti, il servizio dovrebbe garantire apertura e chiusura del Palazzo comunale, controllo degli accessi, attività di accoglienza, presidio, custodia, segnalazione di eventuali anomalie e ronda notturna passiva.
«Se il tema posto dall’Amministrazione è quello della sicurezza del Palazzo comunale – evidenzia Petracca – appare poco comprensibile non aver previsto un presidio stabile della Polizia Locale durante l’orario di apertura degli uffici».
La consigliera ricorda inoltre come il sindaco, nella sua qualità di responsabile politico della Polizia Locale, in passato abbia disposto servizi di accompagnamento a seguito di gravi accadimenti.
«Proprio per questo – aggiunge – appare difficile comprendere perché, a fronte dell’esigenza di garantire maggiore sicurezza all’interno della sede municipale, non sia stato previsto il presidio di un agente della Polizia Municipale, soluzione che avrebbe rappresentato una risposta istituzionale immediata senza ricorrere a un ulteriore servizio esterno».
Secondo Petracca resta inoltre aperta un’altra questione: «Se davvero si intende rafforzare la sicurezza degli edifici comunali, perché non si investe prioritariamente nel potenziamento del sistema di videosorveglianza, che costituirebbe un valido supporto al servizio già svolto dal personale comunale?».
La consigliera ricorda di avere già presentato una specifica pregiudiziale per conoscere il numero delle telecamere installate sul territorio comunale, la loro ubicazione e il loro effettivo stato di funzionamento, senza avere finora ricevuto riscontro.
«Ciò che desta maggiore perplessità – conclude Petracca – è la scelta di destinare nuove risorse economiche a un servizio esterno senza avere chiarito se siano state realmente valutate tutte le soluzioni interne disponibili. Si tratta di somme importanti che incidono sul bilancio comunale, già caratterizzato da margini finanziari non particolarmente ampi. Ogni euro speso deve essere giustificato da una reale necessità e da una dimostrata convenienza per la collettività».
La consigliera ribadisce infine il senso della propria iniziativa:
«Il mio ruolo di consigliera del Gruppo Misto continuerà a essere improntato ad autonomia, responsabilità e rigoroso controllo dell’azione amministrativa. Le mie osservazioni non sono animate da spirito polemico, ma dalla convinzione che ogni scelta debba essere trasparente, motivata e orientata esclusivamente all’interesse pubblico. Continuerò a svolgere il mio mandato con equilibrio ma anche con fermezza, approfondendo ogni atto che comporti l’utilizzo di risorse pubbliche. È un dovere nei confronti dei cittadini, ai quali appartengono quelle risorse e ai quali devono essere garantite trasparenza, efficienza e buona amministrazione».
