Si è concluso con tre condanne e un’assoluzione il procedimento celebrato con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Catanzaro per l’omicidio di Vincenzo Pirillo, esponente di vertice della cosca Farao-Marincola, assassinato il 5 agosto 2007 durante un agguato consumato all’interno di un ristorante di Cirò Marina. Nell’azione di fuoco rimasero ferite anche diverse persone presenti nel locale, tra cui una bambina.
Il giudice ha sostanzialmente condiviso l’impostazione accusatoria sostenuta dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Elio Romano, pronunciando una condanna a trent’anni di reclusione nei confronti di Franco Cosentino, 52 anni, e di Vito Castellano, 61 anni. Per il collaboratore di giustizia Gaetano Aloe, 47 anni, è stata invece stabilita una pena di nove anni e otto mesi.
Esce assolto dal processo Martino Cariati, 46 anni, per il quale la Dda aveva inizialmente chiesto una condanna a trent’anni. Proseguirà invece con il rito ordinario davanti alla Corte d’assise la posizione di Salvatore Palmiro Siena, 68 anni.
L’omicidio di Pirillo era già approdato in precedenza a una sentenza definitiva nei confronti del presunto mandante. Per quell’agguato, infatti, il boss Cataldo Marincola è stato condannato all’ergastolo, ritenuto il promotore dell’eliminazione maturata nel contesto delle tensioni interne alla cosca Farao-Marincola.
Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto sarebbe nato dai contrasti sulla gestione della cosiddetta “bacinella”, il fondo economico destinato al sostegno dei familiari degli affiliati detenuti. Pirillo, che in quel periodo aveva assunto la guida del clan a causa della detenzione o della latitanza dei vertici storici, sarebbe stato accusato di amministrare autonomamente quelle risorse. Da qui la decisione di eliminarlo, ordine che gli inquirenti attribuiscono direttamente a Cataldo Marincola.
La sera del 5 agosto 2007 Pirillo partecipava ai festeggiamenti per una prima comunione nel ristorante “Eko”, nel centro di Cirò Marina, quando un gruppo di sicari armati e con il volto travisato fece irruzione nel locale entrando da un ingresso secondario. I killer aprirono immediatamente il fuoco contro il bersaglio. Colpito da quattro proiettili, Pirillo morì poco dopo il trasporto in ospedale.
La sparatoria provocò momenti di autentico panico tra i presenti. Oltre alla vittima, rimasero ferite sei persone: la moglie di Pirillo, tre turisti e una bambina di undici anni che, al momento dell’agguato, si trovava seduta sulle ginocchia dell’uomo, oltre a un’altra persona coinvolta nella raffica di colpi esplosa all’interno del ristorante.
