“Vedere il cuore del Pollino divorato dalle fiamme è una ferita aperta per tutta la Calabria. Non parliamo solo di alberi che bruciano, ma della distruzione sistematica di scrigni di biodiversità unici al mondo. Il dramma del Pollino, purtroppo, è solo la punta dell’iceberg di una stagione che si preannuncia catastrofica.
La contabilità dei primi sei mesi del 2026 parla già chiaro: 156 roghi hanno polverizzato oltre 1.500 ettari di territorio calabrese. Siamo di fronte a un’emergenza drammaticamente anticipata nel tempo, che si trascina dietro terreni esposti al dissesto idrogeologico, una natura impoverita e pericoli costanti per i residenti e per i soccorritori.
Come Responsabile Ambiente di Azione Cosenza, voglio dirlo chiaramente: questa battaglia non si affronta inseguendo l’emergenza, ma anticipandola. Diventa perciò fondamentale che tutti i vari enti territoriali, a partire dai Comuni, adottino in modo rigoroso le linee guida sotto forma di raccomandazioni del Ministero per la Protezione Civile per la campagna AIB 2026.
Le amministrazioni locali e gli enti gestori hanno il dovere istituzionale di proteggere le nostre comunità attraverso azioni concrete che non possiamo più rimandare.
Sul fronte della pianificazione, non basta aggiornare i Piani di Emergenza Comunale per mappare vie di fuga e zone a rischio: i Comuni devono istituire e aggiornare tempestivamente, insieme all’Arma dei Carabinieri, il Catasto delle aree percorse dal fuoco. È l’unico vero strumento legale per bloccare sul nascere qualsiasi speculazione edilizia sui terreni bruciati.
Allo stesso tempo, chiedo una prevenzione attiva sulle infrastrutture. Le ordinanze per rimuovere sterpaglie e materiale infiammabile devono essere fatte rispettare con fermezza, e questo obbligo deve valere anche per i grandi gestori delle reti viarie e ferroviarie, come ANAS e Ferrovie dello Stato. Mantenere pulite le banchine significa evitare che i roghi paralizzino le nostre principali arterie di comunicazione in caso di interessamento del fuoco.
Per il controllo del territorio, è poi fondamentale valorizzare le Organizzazioni di Volontariato nella sorveglianza attiva e garantire, insieme ai Vigili del Fuoco, una presenza capillare dei DOS (Direttori delle Operazioni di Spegnimento), figure qualificatissime e decisive per coordinare i soccorsi a terra e dialogare con la SOUP(Sala Operativa Unificata Permanente), ottimizzando gli interventi aerei. Non dimentichiamo, infine, che il Sindaco è la prima autorità locale di Protezione Civile: in caso di emergenza, spetta ai Comuni attivare subito i COC, gestire le evacuazioni in raccordo con le Prefetture e promuovere campagne come “Io non rischio” per rendere i cittadini sentinelle attive sul territorio.
Difendere i nostri boschi e i siti ad alto valore paesaggistico significa difendere il futuro della Calabria. Come Azione Cosenza vigileremo affinché nessun Comune e nessun ente gestore rimanga indietro nell’applicazione di queste raccomandazioni ministeriali. La sicurezza e la dignità della nostra terra non possono più aspettare l’arrivo dei Canadair”.
