Prende ufficialmente il via il confronto con istituzioni e territori sul completamento della nuova Strada Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria. A Catanzaro, in occasione dell’apertura del dibattito pubblico promosso da Anas, sono state illustrate le possibili soluzioni progettuali per l’ultimo tratto dell’arteria ionica.
L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha definito l’avvio del percorso partecipativo un momento particolarmente significativo per il futuro dell’infrastruttura.
«Questo dibattito pubblico era molto atteso, lo abbiamo auspicato da diverso tempo con il presidente Occhiuto e con il ministro Salvini. È una start up per questa nuova 106 della Magna Grecia», ha dichiarato.
Secondo Gemme, il progetto consentirà di completare l’intero collegamento previsto lungo la dorsale ionica.
«Saranno finalmente completati questi 184 chilometri, di cui 140 in nuova sede. Si tratta di un’opera importante. In Calabria gli investimenti sono enormi, a breve dieci miliardi, cinque dei quali in corso. Il dibattito pubblico dovrebbe essere propedeutico a velocizzare le decisioni che devono essere condivise», ha aggiunto.
Durante l’incontro sono state presentate le quattro alternative progettuali elaborate da Anas. A illustrarne i contenuti è stato il responsabile della Struttura Territoriale Calabria, Luigi Mupo, che ha spiegato come le ipotesi si sviluppino lungo due differenti corridoi infrastrutturali.
«Portiamo allo studio quattro alternative che si sviluppano su due corridori: uno pedemontano e uno costiero. Chiaramente andremo ad ammagliare i tratti già raddoppiati e, quindi, tra Simeri e Squillace, tra Roccella Ionica e Locri e poi il tratto da Palizzi a Bova Marina che completeremo nel 2027», ha spiegato.
Il piano prevede la suddivisione dell’opera in tre macro-tratti: da Reggio Calabria a Palizzi, da Palizzi a Locri e da Roccella Ionica a Catanzaro. Mupo ha evidenziato che il corridoio interno comporta costi maggiori e una maggiore complessità realizzativa, mentre le soluzioni costiere risultano economicamente più sostenibili ma presentano un impatto più significativo sul paesaggio e sulle aree sottoposte a tutela ambientale.
«Le tre alternative costiere sono più economiche ma impattano sul paesaggio con vincoli ambientali. Tutte le alternative avranno costi e benefici differenti che andranno analizzati con il territorio per evitare scelte calate dall’alto», ha precisato.
L’obiettivo è arrivare entro la fine dell’anno alla scelta della soluzione definitiva.
«A conclusione del dibattito, a fine anno battezzeremo l’alternativa, l’anno prossimo porteremo a casa il progetto di fattibilità tecnico economico. È chiaro che compatibilmente con le risorse rese disponibili si potranno ipotizzare stralci funzionali di intervento», ha concluso Mupo.
