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Una finestra sull’Albania nel cuore dell’Arbëria: a Pallagorio il murale dedicato al Lago di Scutari

C’è un luogo che vive nel cuore di ogni albanese. Un luogo dove l’acqua incontra le montagne, dove la natura custodisce la memoria dei secoli e dove si intrecciano storie, tradizioni e identità. Quel luogo è il Lago di Scutari. Oggi, quel paesaggio simbolo dell’Albania ha trovato una nuova casa in Arbëria, nel sud dell’Italia.

A Pallagorio, comunità arbëreshe della Calabria, l’artista kosovara Argjenda Azemi ha dedicato un grande murale al Lago di Scutari nell’ambito della Settimana dei Murales Arbëreshë, promossa da Fili Meridiani APS in collaborazione con Mural Fest Kosova.

La Settimana dei Murales Arbëreshë ha trasformato Pallagorio in un laboratorio internazionale di arte pubblica e dialogo interculturale. Per diversi giorni artisti provenienti da Kosovo, Albania e Italia hanno lavorato insieme per realizzare opere dedicate alla storia, alla lingua, ai paesaggi e ai simboli del mondo arbëresh e albanese, contribuendo a creare un museo diffuso a cielo aperto nel cuore dell’Arbëria.

L’opera dedicata al Lago di Scutari non è soltanto una rappresentazione artistica. È un ponte tra due sponde dell’Adriatico. È un abbraccio tra le comunità arbëreshe e la terra da cui partirono i loro antenati oltre cinque secoli fa. È una finestra aperta dall’Arbëria verso l’Albania.

I colori del murale raccontano la bellezza di uno dei luoghi più amati del mondo albanese, ma raccontano soprattutto qualcosa che va oltre il paesaggio: il senso di appartenenza, la memoria e il legame profondo che continua a unire gli arbëreshë alle proprie radici.

Il Lago di Scutari, condiviso tra Albania e Montenegro, è il più grande lago dell’Europa meridionale e rappresenta uno dei più importanti ecosistemi dell’area balcanica. Negli ultimi anni è stato al centro di un importante percorso internazionale finalizzato al riconoscimento come Riserva della Biosfera UNESCO transfrontaliera, a testimonianza del suo straordinario valore ambientale, paesaggistico e culturale.

«Abbiamo voluto dedicare questo murale a uno dei simboli più belli dell’Albania», dichiara Ettore Bonanno. «La Settimana dei Murales Arbëreshë nasce proprio con questo spirito: trasformare i muri dei nostri paesi in strumenti di racconto, memoria e dialogo. Il Lago di Scutari non rappresenta soltanto un luogo straordinario, ma una parte della nostra storia comune. Con quest’opera abbiamo voluto aprire una finestra dall’Arbëria verso l’Albania, riaffermando un legame che il tempo e la distanza non hanno mai interrotto. Attraverso l’arte continuiamo a costruire ponti culturali tra Arbëria, Albania e Kosovo, valorizzando un patrimonio che appartiene a tutti noi».

Per gli abitanti di Pallagorio e per i tanti visitatori che attraverseranno il borgo, il murale sarà un invito al viaggio e alla scoperta. Per chi arriva da Scutari, dall’Albania o dal Kosovo, sarà invece il segno concreto di un affetto che attraversa il mare e il tempo.

Da oggi, tra le strade dell’Arbëria, c’è una parete che parla la lingua della memoria. Una parete che riflette idealmente le acque del Lago di Scutari e ricorda a tutti che la storia degli arbëreshë continua a guardare verso la propria terra madre.

Perché ci sono paesaggi che non appartengono soltanto a un territorio. Appartengono a un popolo. E il Lago di Scutari è uno di questi.

C’è un luogo che vive nel cuore di ogni albanese. Un luogo dove l’acqua incontra le montagne, dove la natura custodisce la memoria dei secoli e dove si intrecciano storie, tradizioni e identità. Quel luogo è il Lago di Scutari. Oggi, quel paesaggio simbolo dell’Albania ha trovato una nuova casa in Arbëria, nel sud dell’Italia.

A Pallagorio, comunità arbëreshe della Calabria, l’artista kosovara Argjenda Azemi ha dedicato un grande murale al Lago di Scutari nell’ambito della Settimana dei Murales Arbëreshë, promossa da Fili Meridiani APS in collaborazione con Mural Fest Kosova.

La Settimana dei Murales Arbëreshë ha trasformato Pallagorio in un laboratorio internazionale di arte pubblica e dialogo interculturale. Per diversi giorni artisti provenienti da Kosovo, Albania e Italia hanno lavorato insieme per realizzare opere dedicate alla storia, alla lingua, ai paesaggi e ai simboli del mondo arbëresh e albanese, contribuendo a creare un museo diffuso a cielo aperto nel cuore dell’Arbëria.

L’opera dedicata al Lago di Scutari non è soltanto una rappresentazione artistica. È un ponte tra due sponde dell’Adriatico. È un abbraccio tra le comunità arbëreshe e la terra da cui partirono i loro antenati oltre cinque secoli fa. È una finestra aperta dall’Arbëria verso l’Albania.

I colori del murale raccontano la bellezza di uno dei luoghi più amati del mondo albanese, ma raccontano soprattutto qualcosa che va oltre il paesaggio: il senso di appartenenza, la memoria e il legame profondo che continua a unire gli arbëreshë alle proprie radici.

Il Lago di Scutari, condiviso tra Albania e Montenegro, è il più grande lago dell’Europa meridionale e rappresenta uno dei più importanti ecosistemi dell’area balcanica. Negli ultimi anni è stato al centro di un importante percorso internazionale finalizzato al riconoscimento come Riserva della Biosfera UNESCO transfrontaliera, a testimonianza del suo straordinario valore ambientale, paesaggistico e culturale.

«Abbiamo voluto dedicare questo murale a uno dei simboli più belli dell’Albania», dichiara Ettore Bonanno. «La Settimana dei Murales Arbëreshë nasce proprio con questo spirito: trasformare i muri dei nostri paesi in strumenti di racconto, memoria e dialogo. Il Lago di Scutari non rappresenta soltanto un luogo straordinario, ma una parte della nostra storia comune. Con quest’opera abbiamo voluto aprire una finestra dall’Arbëria verso l’Albania, riaffermando un legame che il tempo e la distanza non hanno mai interrotto. Attraverso l’arte continuiamo a costruire ponti culturali tra Arbëria, Albania e Kosovo, valorizzando un patrimonio che appartiene a tutti noi».

Per gli abitanti di Pallagorio e per i tanti visitatori che attraverseranno il borgo, il murale sarà un invito al viaggio e alla scoperta. Per chi arriva da Scutari, dall’Albania o dal Kosovo, sarà invece il segno concreto di un affetto che attraversa il mare e il tempo.

Da oggi, tra le strade dell’Arbëria, c’è una parete che parla la lingua della memoria. Una parete che riflette idealmente le acque del Lago di Scutari e ricorda a tutti che la storia degli arbëreshë continua a guardare verso la propria terra madre.

Perché ci sono paesaggi che non appartengono soltanto a un territorio. Appartengono a un popolo. E il Lago di Scutari è uno di questi.

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