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La New York Public Library custodirà l’eredità giornalistica di Gay Talese

L’immenso patrimonio documentale di Gay Talese entrerà a far parte della New York Public Library. L’istituzione americana ha infatti annunciato di aver acquisito l’archivio personale e professionale del celebre autore, considerato tra i principali protagonisti del “New Journalism”, il movimento che dagli anni Sessanta ha rivoluzionato il racconto giornalistico fondendo cronaca e tecniche narrative tipiche del romanzo.

La raccolta ripercorre oltre otto decenni della vita del reporter statunitense, oggi 94enne, includendo materiali che vanno dagli articoli giovanili scritti durante gli anni scolastici fino ai reportage che hanno segnato la storia del giornalismo contemporaneo. Tra questi spicca il celebre “Frank Sinatra Has a Cold”, pubblicato da Esquire nel 1966 e divenuto un modello di scrittura narrativa applicata all’informazione.

L’archivio contiene manoscritti originali, dattiloscritti, fotografie, appunti di ricerca e una vasta corrispondenza privata che sarà consultabile dal pubblico a partire dal 2029. “Pochi scrittori hanno influenzato il mondo del giornalismo quanto Gay Talese”, ha dichiarato Brent Reidy, direttore della ricerca della biblioteca newyorkese, spiegando che il fondo rappresenterà “una risorsa preziosa” per studiosi e lettori interessati alla letteratura americana e alla storia del reportage.

Tra i materiali più rilevanti figurano gli schemi preparatori a colori del reportage dedicato a Frank Sinatra, che mostrano l’innovativo impianto narrativo ideato da Talese, oltre a cartoncini annotati a mano con appunti di interviste e decine di agende personali che raccontano spostamenti, incontri e metodi di lavoro del giornalista.

Grande interesse suscitano anche le lettere scambiate con alcune figure centrali della cultura americana del Novecento, tra cui Kurt Vonnegut, Tom Wolfe, Nora Ephron e Philip Roth. Presenti anche numerosi documenti condivisi con la moglie Nan Talese, figura di primo piano dell’editoria americana.

La collezione restituisce inoltre il ritratto di un autore estremamente rigoroso nel proprio lavoro: molte scatole e cartelle sono state decorate personalmente da Talese con fotografie, annotazioni e documenti, testimonianza di un approccio quasi artigianale alla costruzione delle sue inchieste.

Nato a Ocean City nel 1932, figlio di un sarto emigrato da Maida, Talese iniziò la carriera al The New York Times, dove lavorò dal 1956 al 1965, collaborando successivamente con alcune delle più prestigiose testate americane, tra cui The New Yorker e Harper’s Magazine.

Tra i suoi libri più noti figurano Onora il padre, dedicato alla famiglia mafiosa Bonanno, La donna d’altri e Ai figli dei figli, racconto delle sue origini italo-americane. Con il suo stile accurato e immersivo, Talese ha trasformato il giornalismo narrativo in una vera forma di letteratura contemporanea.

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