La chiusura della tendopoli di San Ferdinando rappresenta un passaggio fondamentale anche sul piano sociale. A sottolinearlo è l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, che commenta lo sgombero dell’insediamento definendolo un momento di svolta per la Calabria.
“Oggi rimarginiamo una ferita aperta della nostra regione, una ferita di inciviltà che ha visto persone vivere in condizioni davvero disumane”, afferma l’assessore in una nota.
Per Straface, l’intervento va ben oltre la semplice rimozione dell’accampamento e segna l’inizio di un percorso fondato sull’inclusione e sul rispetto della dignità delle persone.
“Apriamo le porte a quello che è il rispetto verso la persona, la legalità e l’inclusione sociale”, prosegue l’assessore, che definisce l’operazione uno “straordinario lavoro”, “frutto di un’alleanza istituzionale concreta tra la Regione Calabria, la Prefettura e i tre sindaci”.
L’esponente della Giunta regionale evidenzia inoltre come il progetto non si limiti a garantire una sistemazione abitativa ai migranti, ma punti a favorire una reale integrazione nel territorio.
“Ma voglio che sia chiaro che non si tratta soltanto di trasferire delle persone all’interno di 36 alloggi distribuiti in palazzine riqualificate attraverso le risorse di Su.Pr.Eme.2. Si tratta soprattutto di avviare un percorso, di dare soluzioni abitative dignitose, rispettose e di tutela dei diritti. Nessuna persona merita di vivere nelle condizioni in cui ha vissuto qui dentro per oltre dieci anni. Con questo intervento creiamo tutte le condizioni affinché queste persone possano sentirsi a tutti gli effetti parte integrante della comunità calabrese”.
