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Clima rovente in Consiglio Regionale: passa la legge sui sottosegretari

Dibattito rovente al Consiglio regionale della Calabria su una proposta di legge – poi approvata a maggioranza – presentata dai consiglieri Pierluigi Caputo (Occhiuto Presidente) e Marco Polimeni (FI), che modifica e integra diverse leggi regionali per renderle più chiare ed efficaci rispetto alle normative nazionali, ma che nei fatti introduce nell’ordinamento regionale la figura dei sottosegretari che potranno essere due. Una legge che ha scatenato le proteste del centrosinistra con Enzo Bruno (Tridico presidente) che ha chiesto “un passo indietro” per una decisione “forzata e spregiudicata” mentre Elisa Scutellà (M5S) ha accusato la maggioranza di “priorità di cui c’è solo da vergognarsi”. Giuseppe Ranuccio (Pd) ha parlato di figure “ambigue e ibride” e il suo collega di partito Giuseppe Falcomatà ha richiamato la commedia del 1983 “Una poltrona per due”. Filomena Greco (Casa Riformisti – Italia Viva) rivolta alla maggioranza ha aggiunto che “non si capisce, in questa legge, che cosa andranno a fare” e Rosellina Madeo (Pd) ha definito “anacronistica” la nomina. Accuse alle quali hanno replicato gli esponenti del centrodestra con Angelo Brutto (FdI) che ha definito le parole dell’opposizione “mistificazioni e amore del falso che si associa al populismo” e Polimeni l’ha accusata di “inesattezze e molto populismo”, ricordando che la figura dei sottosegretari fu introdotta dalle giunte di centrosinistra. Argomento ripreso da Orlandino Greco (Lega Salvini Calabria) a proposito delle recenti nomine avvenute in Toscana. Per la Lega Salvini Calabria, Giuseppe Mattiani ha parlato di falsa morale e Riccardo Rosa (Noi Moderati) ha giustificato le nuove figure affermando che servono più persone al Governo in una Regione problematica come la Calabria. Ernesto Alecci (Pd), prima che l’intera minoranza abbandonasse l’Aula, ha proposto che la Calabria faccia come fatto in Toscana, dove l’introduzione dei sottosegretari è avvenuta in invarianza finanziaria. Tra le proteste dell’opposizione, infine, passata la “legge omnibus”, contenente modifiche ed integrazioni a diverse leggi regionali.

Il consigliere regionale Francesco De Cicco, in rappresentanza del gruppo DPM, esprime rammarico per l’assenza forzata dai lavori del Consiglio regionale a causa di motivi di salute, che gli ha impedito di intervenire su due temi centrali per il futuro della Calabria.

Durante la seduta si sono affrontate due questioni solo apparentemente distinte, ma in realtà profondamente collegate: la gestione delle emergenze nei territori colpiti da calamità e le recenti scelte della maggioranza in merito all’aumento delle cariche istituzionali.

Sul primo punto, l’opposizione ha presentato una mozione – sottoscritta anche dal DPM – con cui si chiede alla Giunta regionale di attivarsi con urgenza attraverso:
• una ricognizione puntuale dei danni;
• l’accesso immediato ai fondi europei e nazionali disponibili;
• l’attivazione di tutte le misure necessarie per il ripristino e la prevenzione.

“Non è accettabile attendere esclusivamente l’intervento del Governo nazionale – afferma De Cicco –. La Regione ha strumenti e responsabilità per agire subito”.

Parallelamente, il Consiglio ha discusso e approvato provvedimenti che portano alla nomina di nuovi assessori e sottosegretari regionali, con un conseguente aumento dei costi della macchina amministrativa.

“Si tratta di scelte politiche che determinano un aggravio di spesa stimato in quasi un milione di euro l’anno – evidenzia De Cicco – e che si inseriscono in un meccanismo già discusso e contestato: alla nomina di un assessore tra i consiglieri eletti segue automaticamente l’ingresso del primo dei non eletti, senza un nuovo passaggio elettorale”.

Il consigliere sottolinea inoltre come, in Prima Commissione, presieduta da Orlandino Greco, siano stati respinti tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione per contenere indennità e costi collegati.

“Queste risorse potrebbero essere destinate ai territori colpiti dalle calamità, contribuendo ad attivare cofinanziamenti europei, accelerare i risarcimenti e finanziare interventi di messa in sicurezza. La Regione non ha bisogno di attendere: ha bisogno di rivedere le proprie priorità”.

Netta la posizione del gruppo DPM:

“Non si può parlare di normale amministrazione quando si aumentano le poltrone mentre famiglie e imprese attendono risposte. La politica deve tornare a occuparsi di servizi, non di equilibri interni”.

Infine, De Cicco ribadisce l’impegno politico:

“Una politica che abbia davvero cura della Calabria non moltiplica gli incarichi, ma investe risorse nei territori, nella sicurezza e nello sviluppo. Questo è il mandato che sentiamo e che continueremo a portare avanti, dentro e fuori dalle istituzioni”.

“Inutile paragonarsi ad Emilia Romagna e Toscana, dove il tasso di povertà è minimo rispetto al nostro che invece schizza al 49% e dove welfare e servizi funzionano per davvero.
Se dobbiamo fare i paragoni facciamoli nel complesso e non solo prendendo le voci che fanno comodo. Aggiungere 4 nuove figure con relativo dispendio economico significa commettere un oltraggio al buon senso.
Il Presidente non tradisca il corpo elettorale, che ha ribadito il consenso proprio in virtù del lavoro svolto con la giunta precedente di sette assessori, e ritiri questa legge” afferma Rosellina Madeo.

“Altro che manutenzione normativa: siamo di fronte a un’operazione politica che nulla ha a che vedere con l’interesse dei calabresi. È necessario ristabilire un principio di chiarezza nei confronti dei cittadini su una operazione che viene a costare un milione e mezzo di euro all’anno”.

È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, intervenendo nel dibattito sulla proposta di legge n. 58 sull’istituzione della figura dei sottosegretari, presentata nel corso della seduta odierna del Consiglio regionale.

“Quando si interviene sull’assetto istituzionale della Regione – prosegue Bruno – non è sufficiente ricorrere a definizioni tecniche o generiche. Occorre spiegare con trasparenza quale modello si intende costruire. In questo caso siamo di fronte a un intervento che, nei fatti, introduce nuove figure politiche, incidendo sull’organizzazione della Giunta”.

Secondo il capogruppo di “Tridico Presidente”, il provvedimento risponde a una logica politica ben precisa: “È evidente che dietro questa proposta si intravede un’esigenza di riequilibrio interno alla maggioranza. Un intervento che appare finalizzato più alla distribuzione di incarichi che alla soluzione dei problemi reali dei cittadini, senza produrre benefici concreti per il territorio”.

Bruno richiama quindi il tema della responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche: “Ogni scelta che comporta nuovi oneri deve essere valutata con attenzione, soprattutto in una fase in cui la Calabria è chiamata a rispondere a emergenze reali. I cittadini chiedono sanità efficiente, diritto alle cure, sostegno al lavoro e al diritto allo studio. Sono queste le priorità”.

Sul piano del metodo, il capogruppo sottolinea: “Abbiamo affrontato il confronto in Commissione con spirito costruttivo, avanzando proposte migliorative per rendere il testo più coerente e sostenibile, anche attraverso una riduzione dei costi. Tuttavia, tali proposte non sono state accolte, limitando di fatto la possibilità di un confronto pieno e condiviso”.

Da qui una posizione netta: “Non possiamo condividere un’impostazione che riteniamo criticabile sia nel merito che nel metodo. La Calabria ha bisogno di interventi chiari, trasparenti e orientati alle priorità dei cittadini, non di misure che determinano un aumento della spesa pubblica senza un corrispondente miglioramento dei servizi”.

Il capogruppo rilancia quindi una proposta concreta: “Le risorse previste per queste nuove figure potrebbero essere destinate a finalità ben più urgenti e strategiche, come il diritto alla salute, l’abbattimento delle liste d’attesa, la tutela ambientale e il contrasto al dissesto idrogeologico. Perché non si decide di dirottare queste risorse al finanziamento di borse di studio per i giovani calabresi? Rappresenterebbe un investimento reale sul diritto allo studio, sulla formazione e sulle opportunità future”.

“Serve un cambio di passo nell’azione di governo. Assumersi la responsabilità delle scelte significa mettere al centro i bisogni dei cittadini, non gli equilibri politici. Su questo continueremo a esercitare il nostro ruolo con determinazione, dentro e fuori le sedi istituzionali”, conclude Bruno.

«L’ennesima dimostrazione di un governo regionale che, più che prendersi cura delle persone, si prende cura delle poltrone». Usa parole durissime il consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà, a margine della conferenza stampa indetta dalle opposizioni subito dopo l’approvazione della legge che reintroduce la figura dei sottosegretari nella Giunta regionale della Calabria.

 

Per l’esponente dem si tratta di un provvedimento inaccettabile, specialmente nell’attuale contesto socio-economico: «È una legge inutile, inopportuna e oltraggiosa per la Calabria e per i calabresi. Ed è una cosa che, evidentemente, anche la maggioranza di governo sa, comprende e percepisce. Lo si evince chiaramente dal nervosismo che abbiamo registrato negli interventi dei consiglieri di centrodestra e dal loro palese imbarazzo nel dover difendere una norma che arriva in un momento storico ed economico drammatico per il Paese e, ancor di più, per la nostra regione».

Falcomatà stigmatizza inoltre l’atteggiamento tenuto dalla coalizione di governo durante i lavori: «Ci dispiace profondamente constatare come sia stato mortificato il dibattito in Consiglio, così come in precedenza era avvenuto nelle commissioni. Non è stata data una bella prova di qualità politica: nel momento in cui non si riesce a difendere il merito delle proprie scelte, si passa all’attacco offendendo la minoranza, dicendoci di “andare a studiare” o giustificandosi con il fatto che questi provvedimenti si adottino anche in altre Regioni. La verità, palese a tutti, è che non si hanno argomenti reali per difendere una legge che serve soltanto ad aumentare i posti di potere».

L’approvazione del testo in Aula, tuttavia, non segna la fine della mobilitazione del centrosinistra. Anzi, Falcomatà rilancia l’impegno: «Il senso di questa conferenza stampa è proprio quello di dire ai cittadini che non finisce qui. La minoranza consiliare è compatta e unita: porteremo avanti tutte le iniziative politiche e istituzionali necessarie per far comprendere al meglio ai calabresi la brutta e oltraggiosa pagina che si è consumata oggi in Consiglio regionale. Nei prossimi giorni ci organizzeremo affinché quanto accaduto non si chiuda con questa seduta, ma diventi l’inizio di un percorso capace di far fare un passo indietro su questa legge».

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