«Credo profondamente nel valore culturale e di formazione del teatro. Ha più forza di altre forme perché più facilmente fruibile. Dobbiamo far venire gli studenti a teatro perché aiuta a crescere e a porsi delle domande» – così il rettore Gianluigi Greco in apertura della conferenza stampa di presentazione delle attività 2026/2027 del Piccolo Teatro dell’Università della Calabria, svoltasi ieri pomeriggio nel foyer della struttura universitaria.
Un programma di spettacoli, incontri e laboratori che vede la sinergia fra l’Ateneo e le compagnie Teatro Rossosimona e Libero Teatro, rappresentate dai rispettivi direttori artistici Lindo Nudo e Max Mazzotta, in virtù di un progetto finalizzato ad arricchire le attività culturali del Campus valorizzando il PTU quale luogo di incontro e socializzazione per la comunità universitaria e per il territorio.
«In questo mondo dominato dalle tecnologie – ha proseguito Gianluigi Greco – sarebbe un’ipersemplificazione pensare che queste possano risolvere tutto. Io sono profondamente convinto che il futuro necessiti di una tradizione sempre più classica; la sfida con le macchine è persa in partenza ma i contenuti, il pensiero toccano ancora all’uomo. Servono quindi le idee, la cultura, il teatro. La capacità di leggere il futuro, e noi diamo ai nostri studenti gli strumenti per farlo».
«Io e Max è dai primi anni Novanta che ci dedichiamo alla realizzazione di attività teatrali rivolte agli studenti. Possiamo davvero considerarci tra i fondatori del teatro all’Unical» – ha esordito Lindo Nudo ripercorrendo gli anni di nascita del movimento artistico che ha portato alla costituzione delle due compagnie. «Abbiamo seguito due percorsi diversi ma paralleli, sempre con un grande coinvolgimento degli studenti, molti dei quali, negli anni, sono diventati dei professionisti in questo settore. Noi il teatro lo pensiamo, lo progettiamo, lo immaginiamo, lo sogniamo. Diamo opportunità ai giovani e occasioni di riflessione a chiunque abbia la sensibilità di interrogarsi». Il direttore artistico di Rossosimona ha poi voluto sottolineare il valore etico di alcune produzioni, nelle quali il linguaggio poetico assume un significato più pregnante di denuncia e ricerca di un’umanità perduta, come accade per il nuovo spettacolo che debutterà venerdì al PTU dal titolo “Restiamo umani”.
Altrettanto intenso l’intervento di Max Mazzotta che, ripercorrendo gli esordi con il Piccolo Teatro a fianco di Giorgio Strehler e l’incertezza di una carriera ancora non ben definita, ha trovato nel rapporto con gli studenti dell’Unical, la vocazione e la strada da percorrere.
«Stiamo facendo cose importanti – ha affermato Mazzotta – seguendo due principi: la ricerca e la didattica, diritto-dovere di ogni università. Nelle riletture dei classici cerchiamo di interpretare non solo i testi, ma la vita che ci circonda. Noi insegniamo questo ai nostri allievi, a capire che il teatro è vita». Mazzotta si è inoltre soffermato sui prossimi laboratori che terrà al PTU, incentrati sulla produzione teatrale di Luigi Pirandello e sulla satira da Aristofane ad oggi.
Fra il pubblico presente anche il vicesindaco di Rende Fabio Liparoti, il direttore generale dell’Unical Candeloro Bellantoni, i docenti Francesco Raniolo, Carlo Fanelli, Emanuele Fadda, Raffaele Agostino, le professoresse Olimpia Affuso e Bruna Mancini, il direttore artistico del TAU Fabio Vincenzi e la coordinatrice dell’area socialità Alessia Cosentino.
