La decima edizione di Ramificazioni Festival entra nel vivo confermando la vocazione del progetto: fare della Calabria un punto di riferimento per la danza d’autore contemporanea, attraverso una rete di spettacoli, produzioni e collaborazioni capace di mettere in relazione artisti, territori e pubblici differenti.
Ad aprire il Festival, domenica 11 ottobre, è stata l’anteprima nazionale di MORE – Omaggio a Ennio Morricone, andata in scena al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme. Lavoro di Create Danza, con le coreografie di Filippo Stabile, realizzato in coproduzione con I Vacantusi e Vacantiandu Fest 2026, in un incontro progettuale che valorizza il dialogo tra realtà culturali del territorio e la capacità della scena calabrese di sostenere percorsi di creazione contemporanea.
Le musiche immortali di Ennio Morricone hanno incontrato il linguaggio del corpo in uno spettacolo che intreccia danza contemporanea, acrobatica aerea e suggestioni visive, aprendo un percorso di ricerca sul rapporto tra memoria, tempo ed emozione. Quadri corali, incontri a due e momenti di virtuosismo aereo hanno dato forma a un’esperienza scenica in cui la musica si trasforma in movimento e l’immaginario cinematografico si apre a nuove interpretazioni.
L’appuntamento rappresenta il primo momento di una programmazione che, tra ottobre e novembre, porterà Ramificazioni Festival nei teatri e negli spazi istituzionali di Lamezia, Cosenza, Filadelfia e Polistena, confermando la volontà di ampliare le occasioni di incontro con la danza contemporanea e di rafforzare una rete culturale diffusa sul territorio regionale.
MORE: oltre la memoria cinematografica, verso nuove visioni
Il titolo racchiude già la dichiarazione d’intenti dello spettacolo: MOR come Morricone, E come Ennio, ma anche more, parola inglese che significa «di più», «oltre». Un invito a superare la memoria delle immagini cinematografiche per raggiungere quella dimensione emotiva che la musica continua a generare anche quando le pellicole a cui è legata appartengono ormai al patrimonio della memoria collettiva.
Da C’era una volta in America a The Mission, da C’era una volta il West a Il buono, il brutto, il cattivo, fino alla struggente intensità di Nuovo Cinema Paradiso, le composizioni di Morricone costituiscono il tessuto sonoro di un viaggio che non cerca di riprodurre sul palcoscenico le trame o le scene dei film. La sfida di MORE è un’altra: lasciare che la musica agisca sui corpi, che ne orienti le tensioni, suggerisca relazioni e apra scenari inediti nell’immaginazione di chi guarda.
La coreografia di Filippo Stabile si sviluppa così come un dialogo tra partitura e gesto, nel quale il movimento non illustra la musica, ma la attraversa e la rielabora. Le melodie familiari diventano materia coreografica, dando forma a emozioni che oscillano tra intimità e grandiosità, delicatezza e potenza, tensione e abbandono. Il riconoscimento immediato delle note lascia progressivamente spazio a un’esperienza nuova: lo spettatore è invitato a riscoprire ciò che già conosce attraverso una sensibilità diversa, quella del corpo in movimento.
La forza del gesto, la vertigine della sospensione
Uno degli elementi distintivi di MORE è l’incontro tra danza contemporanea e linguaggi dell’acrobatica e della danza aerea. La scena si trasforma in uno spazio dinamico, attraversato da corpi che si sostengono, si contrastano, si cercano e si affidano gli uni agli altri. Le sequenze collettive si alternano a quadri a due e a momenti in cui l’individualità del danzatore emerge con particolare intensità, componendo una trama di relazioni che diventa parte integrante della narrazione.
Accanto al lavoro a terra, fatto di slanci, contrappesi, sospensioni, cadute e ripartenze, la dimensione aerea introduce una differente percezione dello spazio. Il corpo si solleva, si sottrae alla consueta relazione con il pavimento e si confronta con il vuoto, l’altezza e la precarietà dell’equilibrio. I tessuti e i cerchi aerei ampliano le possibilità espressive del movimento, mentre il palo volante diventa protagonista di un assolo di forte impatto visivo, nel quale il danzatore disegna traiettorie sospese tra controllo, tensione e libertà.
La verticalità di queste immagini crea un contrappunto con la fisicità dei quadri corali e delle composizioni a due. Il corpo singolo e il gruppo si richiamano continuamente, in una dialettica che restituisce tanto la fragilità dell’individuo quanto la forza che può nascere dall’incontro. Il movimento collettivo non cancella le identità, ma le mette in relazione: ciascun corpo trova la propria possibilità espressiva anche attraverso la presenza, il sostegno e la resistenza dell’altro.
La componente acrobatica non è dunque soltanto una scelta spettacolare, ma contribuisce a dare forma alle tensioni evocate dalla musica di Morricone. Come le sue partiture sanno passare dalla sospensione lirica all’impeto epico, così il gesto può restare in bilico, trattenere un’emozione, spezzare una traiettoria e aprirsi a un nuovo movimento. La danza rende visibile ciò che la musica suggerisce, senza esaurirne il mistero.
Il tempo, la fede e l’istante in cui tutto accade
A legare le diverse dimensioni dello spettacolo interviene anche il linguaggio delle immagini. Le proiezioni di un orologio e di una croce introducono nello spazio scenico due simboli potenti, che evocano il tempo e la fede, la finitezza dell’esistenza e la ricerca di una dimensione ulteriore. Non semplici elementi decorativi, ma richiami capaci di ampliare le domande suscitate dalla danza e di mettere in relazione la dimensione individuale con quella universale.
L’orologio rimanda al tempo che scorre, alla memoria e alla consapevolezza della sua irreversibilità; la croce apre invece uno spazio di riflessione sulla spiritualità, sul senso e sulla possibilità di guardare oltre ciò che è immediatamente visibile. Tra queste immagini, i corpi costruiscono un percorso fatto di presenze e assenze, tensioni e abbandoni, radicamento e
sospensione.
È qui che MORE incontra in maniera particolarmente significativa il tema scelto da Ramificazioni Festival per il 2026: KAIROS – Il tempo dell’accadere. Nella cultura greca, Kairos identifica il momento opportuno, l’istante in cui una possibilità si compie e qualcosa di nuovo prende forma. È un tempo differente da quello che si limita a scorrere e a misurare la successione degli eventi: è il tempo che acquista significato perché viene vissuto.
La danza contemporanea abita esattamente questa dimensione. Ogni gesto esiste nel presente, nell’incontro irripetibile tra un corpo, lo spazio, la musica e lo sguardo del pubblico. Ogni sospensione contiene una possibilità, ogni relazione può trasformarsi, ogni movimento apre una traiettoria che non sarà mai identica a quella precedente.
In questo senso, MORE non rende omaggio a Morricone soltanto attraverso le sue musiche più celebri, ma interroga ciò che quelle musiche continuano a generare nel tempo. Che cosa resta quando il film finisce? Dove ci conduce un’emozione quando l’immagine che l’ha originata si allontana? E quante altre visioni possono nascere da una melodia che credevamo di conoscere già?
La risposta non viene affidata a una narrazione lineare, ma alla presenza viva dei danzatori, alla loro capacità di trasformare l’ascolto in esperienza fisica e di lasciare che il pubblico completi, con il proprio immaginario, ciò che accade sulla scena.
Ramificazioni Festival: dieci anni di danza d’autore in Calabria
L’anteprima di MORE si inserisce nel percorso della decima edizione di Ramificazioni Festival, progetto nato dall’intuizione di Filippo Stabile con l’obiettivo di costruire in Calabria un polo di produzione, formazione e diffusione della danza contemporanea, in dialogo con le esperienze nazionali e internazionali.
Nel corso degli anni, il Festival ha sviluppato una rete di collaborazioni e occasioni di incontro, portando la danza d’autore nei teatri e negli spazi culturali del territorio e promuovendo una visione della cultura come strumento di crescita, rigenerazione e partecipazione. La scelta di investire nella propria terra e di costruire nuove opportunità per artisti e pubblico rappresenta uno degli elementi centrali dell’identità del progetto.
L’edizione 2026 si colloca all’interno del ciclo triennale 2025–2027 dedicato alle diverse declinazioni del tempo. Dopo KRONOS, tema dell’annualità precedente, incentrato sul tempo lineare, sulla memoria storica e sul mito, KAIROS invita a riconoscere il valore dell’istante, dell’accadimento e della trasformazione. Un orizzonte di ricerca che trova nella danza un linguaggio privilegiato, capace di restituire attraverso il corpo la complessità dell’esperienza umana.
«Ramificazioni Festival nasce dalla volontà di restituire alla Calabria un ruolo centrale nella geografia della danza d’autore contemporanea. Con KAIROS vogliamo invitare il pubblico ad abitare l’istante della scena, riconoscendo nella presenza dei corpi un’opportunità di trasformazione culturale e sociale», sottolinea Filippo Stabile, fondatore e direttore artistico del Festival.
MORE è parte di questo percorso: un progetto che mette in dialogo un patrimonio musicale universalmente riconosciuto con i linguaggi della creazione coreografica contemporanea, dimostrando come la memoria artistica possa diventare materia viva per nuove interpretazioni.
I prossimi appuntamenti e la prima ufficiale di MORE al Teatro Rendano di Cosenza
Dopo l’anteprima nazionale al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, MORE – Omaggio a Ennio Morricone tornerà in scena domenica 23 novembre al Teatro Rendano di Cosenza, per la prima ufficiale dello spettacolo, proseguendo il percorso di una produzione che intreccia ricerca coreografica, sperimentazione scenica e patrimonio musicale.
Nel frattempo, Ramificazioni Festival continuerà ad attraversare la Calabria con appuntamenti dedicati a differenti linguaggi e protagonisti della danza contemporanea. Il 23 ottobre, al Teatro Rendano di Cosenza, è in programma Una Noche con Sergio Bernal, nell’ambito del progetto OPEN Danza dedicato ai giovani e alle scuole; il 24 ottobre, al Palazzo della Provincia di Cosenza, sarà la volta di Espresso + Cheers di Ocram Dance Movement. Il 29 ottobre il Teatro Grandinetti ospiterà I Bislacchi – Omaggio a Fellini di Artemis Danza, mentre il 30 ottobre il Teatro Rendano accoglierà Il Barbiere di Siviglia, sempre firmato da Artemis Danza, nel formato OPEN under 25.
Il programma proseguirà a novembre con una maratona di danza contemporanea al Palazzo della Provincia di Cosenza, l’8 novembre, e con gli appuntamenti di Filadelfia dedicati a Bowie VS Opera, il 14 novembre, ed Eterno Pino, il 21 novembre.
Con la sua decima edizione, Ramificazioni Festival conferma così la volontà di costruire una geografia culturale diffusa, nella quale la danza possa incontrare pubblici diversi, abitare luoghi differenti e generare nuove occasioni di partecipazione. Un percorso che, nel segno di KAIROS, riconosce proprio nell’incontro tra artisti, spettatori e territorio il momento in cui la cultura diventa esperienza da condividere.
Ulteriori info sul sito web www.ramificazionifestival.it e sui canali social dedicati (Instagram e Facebook): @ramificazionifestival z
Ramificazioni Festival 2026, al via la decima edizione: a Lamezia debutta “MORE – Omaggio a Ennio Morricone”
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