«La scuola è una cosa seria. Maggioranza e minoranza tornino a polemizzare sul Ponte che oramai tutti chiamano “il ponte dei cornetti” e lascino stare le scuole: è vergognoso utilizzare bambini e personale scolastico per una partita d’immagine». Il professor Simone Antonio Veronese, presidente dell’Associazione LIFE, interviene sul caso mense richiamando il diritto allo studio e il rispetto della comunità scolastica.
Tra denunce sui disservizi, sopralluoghi, video e proposte di consiglieri “ispettori”, il confronto politico sul servizio mensa si è trasformato, secondo Veronese, in una gara di visibilità. «La scuola non può diventare il palcoscenico della propaganda politica e istituzionale. Il pranzo dei bambini non è un’occasione per promuovere chi entra nelle mense».
«Mi vengono segnalati anche episodi in alcune scuole in cui gli alunni avrebbero risposto in coro che il mangiare non era buono, senza che queste risposte trovassero spazio nei contenuti pubblicati. Si raccontino anche le critiche, non soltanto le risposte utili alla propria immagine». Una segnalazione che Veronese chiede venga chiarita attraverso un resoconto completo delle visite e delle risposte raccolte.
«La questione non riguarda la pubblicazione di volti riconoscibili, che nei contenuti segnalati non vengono mostrati. Riguarda l’utilizzo della scuola e della presenza dei bambini per costruire consenso. Anche docenti e personale ATA meritano rispetto: sono lì per lavorare, non per fare i burattini di nessuno».
«Ci domandiamo anche dove siano coloro che dovrebbero tutelare i minori dal loro utilizzo per finalità di immagine e propaganda: il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e gli eventuali garanti comunali, insieme agli organismi preposti alla tutela dei diritti dei bambini con disabilità. Se esistono e funzionano, battano un colpo. La tutela dei bambini deve tradursi in attenzione e interventi concreti, anche quando a utilizzare il contesto scolastico è la politica».
«Il servizio mensa va tutelato e controllato attraverso la Commissione mensa cittadina costituita dal Comune, con genitori, docenti e professionisti competenti, insieme agli uffici e alle autorità sanitarie. Servono verifiche su qualità, quantità, temperature, trasporto e conservazione dei pasti, oltre al rispetto delle diete per allergie, intolleranze e patologie. Un assaggio davanti alla telecamera non basta».
