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San Gregorio d’Ippona, atti vandalici nella villa comunale. Lo Muto: “Un atto vergognoso, il patrimonio comunale va difeso e tutelato”

Indignazione e amarezza per gli atti vandalici nella villa comunale di San Gregorio d’Ippona. Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il tema della tutela del patrimonio pubblico e del rispetto degli spazi comuni.

A intervenire è il consigliere comunale Gregorio Lo Muto, capogruppo del gruppo autonomo consiliare San Gregorio Futura, che esprime la propria ferma condanna per quanto accaduto e richiama l’attenzione sulla necessità di adottare misure concrete per prevenire il ripetersi di simili episodi.

«Esprimo la mia più ferma condanna per quanto accaduto. Siamo di fronte a comportamenti inqualificabili, che dimostrano una totale mancanza di rispetto per i beni pubblici e per la comunità. Distruggere o danneggiare una struttura pubblica non significa colpire un’amministrazione: significa colpire tutti i cittadini, che sono i veri proprietari di quei beni e che, direttamente o indirettamente, finiscono per pagarne le conseguenze».

Lo Muto pone l’accento sulle conseguenze concrete di questi episodi, che vanno ben oltre il danno materiale.

«Quando vengono danneggiati servizi destinati alla collettività, non si produce soltanto un danno economico. Si priva la comunità di strutture che dovrebbero essere disponibili e funzionanti, si impongono nuovi costi per le riparazioni e si rischia di alimentare quella convinzione pericolosa secondo cui tutto ciò che è pubblico, proprio perché appartiene a tutti, non appartiene a nessuno. È esattamente il contrario: ciò che è pubblico appartiene a ciascuno di noi e, proprio per questo, merita ancora più attenzione e rispetto».

«La condanna non basta, occorre difendere concretamente i beni pubblici»

Lo Muto sottolinea la necessità che all’indignazione seguano comportamenti responsabili e iniziative concrete.

«Condannare questi episodi è doveroso, ma non può essere l’unica risposta. Serve la proposta oltre la semplice protesta. Non è un mero gioco di parole: occorre interrogarsi concretamente su come prevenire simili situazioni e su quali strumenti possano essere adottati per proteggere le strutture pubbliche, anche attraverso un potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, laddove necessario e nel rispetto della normativa vigente. Al tempo stesso, bisogna sensibilizzare maggiormente i cittadini, soprattutto le nuove generazioni, al rispetto degli spazi comuni. Naturalmente, ogni valutazione deve partire dall’accertamento dei fatti e dalle responsabilità che saranno eventualmente individuate dagli organi competenti».

Un richiamo che, secondo Lo Muto, assume un significato ancora più rilevante alla luce di altri episodi vandalici verificatisi in passato.

«Non possiamo rassegnarci all’idea che strutture realizzate per offrire un servizio ai cittadini di San Gregorio debbano essere continuamente riparate a causa dell’inciviltà di pochi. Le risorse pubbliche sono risorse della comunità e dovrebbero essere destinate a migliorare i servizi, non a riparare danni che potevano essere evitati.

Questo genere di episodi, dovrebbero richiamare l’attenzione di tutti sulla necessità di proteggere maggiormente i beni comuni. Non possiamo limitarci a intervenire dopo che il danno è stato compiuto: dobbiamo lavorare affinché questi comportamenti vengano prevenuti».

«Il rispetto della cosa pubblica è una questione di civiltà»

Lo Muto richiama infine il valore del patrimonio pubblico come bene comune, al di là delle appartenenze politiche e dei ruoli istituzionali.

«Su questi temi non dovrebbero esistere divisioni politiche. Il rispetto dei beni pubblici è un principio fondamentale di convivenza civile e riguarda tutti, amministratori e cittadini. Chi amministra ha il dovere di custodire e valorizzare il patrimonio comunale; chiunque ne usufruisca ha il dovere di rispettarlo. E chi danneggia deliberatamente ciò che appartiene alla collettività deve essere chiamato a rispondere delle proprie azioni, nel rispetto della legge vigente».

Il capogruppo di San Gregorio Futura conclude con un appello alla responsabilità collettiva.

«La mia indignazione è sincera, perché considero questi episodi un segnale che non può essere sottovalutato. Una comunità si misura anche dalla capacità di proteggere ciò che appartiene a tutti. Non possiamo pretendere servizi efficienti se non siamo disposti a difenderli, né possiamo lamentarci del degrado quando qualcuno contribuisce deliberatamente a provocarlo.

I beni pubblici non sono terra di nessuno: sono patrimonio di tutti e tutti abbiamo il dovere di tutelarli. Per questo ritengo che sia necessario passare dalle parole ai fatti, attraverso iniziative concrete di prevenzione, maggiore attenzione alla custodia delle strutture comunali e una rinnovata cultura del rispetto della cosa pubblica».

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