Mimmo Lucano potrà nuovamente esercitare le funzioni di sindaco di Riace. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha infatti disposto la sospensione dell’efficacia della sentenza che aveva confermato la sua decadenza dall’incarico, rinviando ogni decisione definitiva all’esito del giudizio davanti alla Corte di Cassazione.
Il provvedimento è stato adottato dalla sezione civile del collegio presieduto dal giudice Patrizia Morabito, che ha accolto la richiesta avanzata dai difensori Andrea Daqua e Giuliano Saitta. I magistrati hanno ritenuto che ricorressero i presupposti per concedere la tutela cautelare, ravvisando il rischio di un pregiudizio grave e non rimediabile.
Nell’ordinanza, deliberata durante la camera di consiglio del 23 luglio, la Corte evidenzia come la decisione di primo grado avesse già prodotto effetti concreti. La Prefettura di Reggio Calabria, infatti, aveva dato esecuzione alla sentenza trasferendo le funzioni di sindaco al vicesindaco. Secondo i giudici, l’impossibilità per Lucano di continuare a svolgere il mandato ricevuto dagli elettori rappresenta un danno sufficientemente rilevante da giustificare la sospensione della pronuncia impugnata fino alla definizione del procedimento.
Di diverso avviso era stato l’ufficio del Procuratore generale, che aveva espresso parere contrario all’accoglimento dell’istanza.
L’effetto dell’ordinanza è quello di consentire a Lucano, oggi anche eurodeputato di Alleanza Verdi e Sinistra, di rientrare alla guida dell’amministrazione comunale di Riace. La sua posizione resterà tuttavia subordinata alla decisione della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi definitivamente sulla decadenza conseguente all’applicazione della legge Severino.
La vicenda trae origine dalla condanna definitiva a un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa, inflitta a Lucano per il reato di falso nell’ambito del processo “Xenia”, relativo alla gestione dei finanziamenti destinati ai programmi di accoglienza dei migranti. Sarà ora la Suprema Corte a stabilire in via conclusiva se la decadenza dalla carica di sindaco dovrà essere confermata oppure revocata.
