“Abbiamo affrontato bene la fase emergenziale, è stata superata, ma adesso dobbiamo verificare il dopo e il dopo mi preoccupa tantissimo. Chiedo, quindi, la possibilità di mettere a terra dei progetti, di sburocratizzare tutto quello che ci blocca e la possibilità di avere soldi e risorse”.
Così il sindaco di Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, Tito Nastasi, nel corso dell’audizione in commissione Ambiente alla Camera, nell’ambito del dl Maltempo.
Un appello condiviso anche dagli altri sindaci dei territori colpiti dal ciclone Harry lo scorso gennaio.
“Stiamo rischiando di compromettere la stagione estiva: un indotto di circa 2 miliardi di euro di Pil collegato agli stabilimenti balneari che sono stati tutti distrutti e che in questo momento stanno riprendendo le loro attività a seguito di interventi che noi abbiamo messo a disposizione come Comune”, ha aggiunto il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, parlando del distretto Taormina, Letojanni, Giardini Naxos. Tra le “criticità” illustrate anche quella della nomina dei subcommissari che “non è prevista dall’ordinanza, per noi è una grave carenza considerato il numero ampio di Comuni”, ha sottolineato. Per il sindaco di Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina, Danilo Lo Giudice, è necessario “organizzare la ricostruzione, perché ancora non se ne parla completamente”.
La presidente di Anci Calabria, Simona Scarcella, ha poi elencato alcune proposte di emendamento al Dl ristori per le regioni colpite dal maltempo. Tra queste: “il rinvio all’anno immediatamente successivo al 2026 il pagamento delle rate in scadenza”, per quanto riguarda i mutui contratti con il Mef, “considerata la situazione di estrema difficoltà in cui si trovano gli enti locali”.
Poi “la proroga della sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi”. Quanto a Niscemi, il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, ha poi fatto sapere che “l’emendamento propone l’esclusione del pagamento Imu per tutti i fabbricati inagibili oggetto del disastro”. Inoltre, la presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi, ha chiesto, tra le altre cose, “che venga inserito un fondo per la gestione della poseidonia, soprattutto come gestione del rifiuto”.
