Pepe è rimasto ferito dai colpi d’arma da fuoco ed è tuttora ricoverato all’ospedale di Cosenza. Le sue condizioni, secondo quanto riferito, non destano preoccupazione e l’uomo non sarebbe in pericolo di vita.
La giornata di giovedì sarà caratterizzata anche da un vertice istituzionale dedicato alla sicurezza del territorio. Il prefetto di Cosenza ha infatti convocato una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. All’incontro prenderà parte anche il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, che ha annunciato l’intenzione di sollecitare un rafforzamento della presenza dello Stato.
«In quell’occasione – ha dichiarato il primo cittadino – oltre a chiedere una maggiore attenzione dello Stato, metterò a disposizione dei locali di proprietà del Comune dove poter allocare altri presidi delle forze dell’ordine, come un posto di polizia o il gruppo dei carabinieri forestali».
Intanto, proseguono gli accertamenti sull’agguato. Dai primi rilievi effettuati sul luogo del delitto sarebbe emerso che i sicari hanno esploso oltre trenta colpi utilizzando armi lunghe. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura anche l’impiego di un fucile d’assalto Kalashnikov.
I proiettili hanno raggiunto Pepe alla spalla, alla clavicola e alla caviglia, mentre le ferite riportate da Sibarelli si sono rivelate mortali. La dinamica dell’attacco e il numero di colpi esplosi delineano la violenza dell’azione armata.
Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale di Cosenza e della Compagnia di Cassano allo Ionio. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto nella serata di venerdì in contrada Lattughelle e individuare sia gli esecutori materiali sia gli eventuali mandanti dell’agguato.
