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Reggio piange la scomparsa di Bruna Siviglia

Reggio Calabria si sveglia con la notizia della scomparsa di Bruna Siviglia, protagonista dell’associazionismo cittadino e promotrice di numerose iniziative nel campo della solidarietà, della formazione e del contrasto alla cultura mafiosa. La notizia è stata comunicata questa mattina dal sindaco Francesco Cannizzaro durante la seduta del Consiglio comunale, a Palazzo San Giorgio. L’assemblea ha osservato un minuto di silenzio in suo ricordo.

La sua figura era legata a un’attività portata avanti per anni con l’obiettivo di offrire opportunità concrete alle persone in difficoltà, sostenere i giovani e diffondere una cultura fondata sulla giustizia e sul rispetto delle regole.

Tra le iniziative che hanno caratterizzato il percorso di Siviglia, un posto centrale è occupato da Biesse, l’associazione culturale Bene Sociale nata a Reggio Calabria nel dicembre 2016. Da quella realtà era cresciuta una rete di attività e collaborazioni con scuole, magistratura, istituzioni e organizzazioni impegnate nel sociale, estendendo progressivamente il proprio raggio d’azione anche fuori dai confini regionali.

Uno dei risultati più significativi del suo impegno è stato il progetto “Giustizia e umanità – Liberi di scegliere”, ispirato all’esperienza del magistrato Roberto Di Bella. L’iniziativa punta a garantire ai minori provenienti da famiglie inserite in circuiti criminali la possibilità di immaginare e costruire un futuro alternativo, sottraendosi al condizionamento degli ambienti di origine.

Il percorso ha trovato un riconoscimento istituzionale con la legge regionale calabrese numero 27 del 28 giugno 2023. Attraverso incontri nelle scuole, concorsi e borse di studio, il progetto ha contribuito a portare il tema della libertà di scelta e dell’emancipazione dalla cultura mafiosa al centro delle attività educative.

Negli ultimi mesi la vita di Bruna Siviglia era stata segnata anche dalla battaglia contro un tumore, della quale aveva scelto di parlare pubblicamente. Nel luglio scorso aveva condiviso la propria esperienza, raccontando il percorso di cura tra Reggio Calabria e Roma e manifestando riconoscenza verso i medici, la famiglia e le tante persone che le avevano fatto sentire la propria vicinanza.

Nel suo messaggio aveva richiamato l’importanza della ricerca scientifica e della fiducia nelle cure, senza nascondere la difficoltà della prova che stava affrontando. Aveva inoltre ribadito la volontà di continuare a sostenere le attività dell’associazione e i progetti ai quali aveva dedicato gran parte della propria esistenza.

La notizia della morte ha raggiunto il Consiglio comunale proprio mentre erano in corso i lavori dell’assemblea. Il sindaco Francesco Cannizzaro ha informato i consiglieri della perdita, esprimendo vicinanza ai familiari e agli amici della presidente di Biesse. Il minuto di raccoglimento ha rappresentato il primo tributo istituzionale della città a una donna che aveva costruito il proprio percorso mettendo al centro la dimensione sociale e il sostegno alle persone più vulnerabili.

«La scomparsa di Bruna Siviglia lascia un vuoto profondo in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla, di condividere con lei un tratto di strada e di apprezzarne l’impegno instancabile al servizio della comunità». È quanto afferma il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Falcomatà, ricordando come, nel percorso da sindaco di Reggio Calabria, abbia avuto «modo di incontrare e collaborare spesso con Bruna, presidente e fondatrice dell’associazione Biesse-Bene Sociale». «Di lei – scrive Falcomatà in una nota – ho conosciuto e apprezzato la determinazione, la sensibilità e la capacità di trasformare valori importanti come la legalità, la solidarietà e la giustizia sociale, in iniziative concrete, capaci di parlare soprattutto alle giovani generazioni».

«Bruna Siviglia – continua – si impegnava, ogni giorno, per costruire occasioni di confronto e alimentare una cultura della responsabilità e del rispetto delle regole. Lo faceva con passione e la convinzione profonda che il cambiamento dovesse partire dall’educazione e dalla vicinanza alle persone più fragili. Un ricordo particolare va al suo impegno per il progetto “Giustizia e Umanità – Liberi di scegliere”, nato dall’esperienza del giudice minorile Roberto Di Bella, cui ha contribuito facendo conoscere e diffondendo un messaggio di straordinaria importanza nelle scuole, tra gli studenti e nelle istituzioni, contribuendo a rendere la cultura della legalità un impegno condiviso».

«La collaborazione con Bruna Siviglia – conclude Giuseppe Falcomatà – mi ha insegnato quanto sia prezioso il contributo di chi, fuori dai ruoli istituzionali, dedica tempo ed energie alla propria comunità. Oggi il pensiero va alla sua famiglia, ai suoi affetti e a tutte le persone che hanno condiviso con lei questo cammino. In questo momento di profondo dolore, un abbraccio particolare lo rivolgo al fratello Agostino, anch’egli, negli anni, impegnato al servizio della comunità in politica e nella sua funzione di Garante comunale e regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale».

«La tragica e prematura scomparsa di Bruna Siviglia, presidente e fondatrice dell’Associazione culturale Biesse, lascia un vuoto profondo nel tessuto sociale, culturale e civile della nostra regione. A nome mio e dell’intero Consiglio regionale della Calabria, esprimo i sentimenti del più sincero e commosso cordoglio alla famiglia e a tutti coloro che, attraverso l’associazione, ne hanno condiviso l’impegno e accompagnato le straordinarie battaglie di civiltà».
Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo.
«Bruna Siviglia è stata un’interlocutrice preziosa e un punto di riferimento costante per questa Assemblea legislativa, con la quale ha condiviso l’impegno per la legalità, il contrasto alla criminalità organizzata e la crescita civile delle nuove generazioni. Una collaborazione concretizzatasi nel progetto “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere”, promosso da Biesse e sostenuto dal Consiglio regionale attraverso un protocollo d’intesa, fino al riconoscimento legislativo sancito dalla legge regionale n. 27 del 2023. Un provvedimento che ha reso la Calabria la prima regione d’Italia a riconoscere per legge uno specifico percorso educativo di contrasto alla cultura mafiosa, facendo di un’esperienza di impegno civile un modello istituzionale di promozione della legalità anche a livello nazionale».
«La forza della sua azione – prosegue il presidente Cirillo – è stata anche quella di superare i confini regionali, portando in tutta Italia, con passione e determinazione, il volto di una Calabria capace di contrastare la cultura mafiosa attraverso l’educazione, la solidarietà e il servizio verso i più fragili. Onorarne la memoria significherà dare continuità al suo straordinario esempio, custodendo e trasmettendo alle nuove generazioni i valori ai quali ha dedicato la propria vita».
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