Un’affluenza straordinaria, che ha visto la partecipazione di cittadini, tessuto produttivo, categorie economiche, ha fatto da cornice all’incontro promosso dal gruppo consiliare “Fiore di Lino – per Soveria” presso l’Officina della Cultura.
Un appuntamento di altissimo spessore politico che segna l’avvio di un percorso di ascolto e progettualità in vista delle amministrative del 2027
Ad aprire i lavori è stata Maria Francesca Pascuzzi, candidatasi nella lista “Fiore di Lino”, che ha portato i saluti e ringraziato i presenti per la numerosa partecipazione, sottolineando il valore dell’ascolto e dell’impegno costante per il bene della comunità.
È seguito l’intervento del capogruppo Angelo Sirianni. Dopo aver rivolto un affettuoso e grato pensiero a tutti i candidati della squadra da lui guidata — donne e uomini portatori di uno straordinario bagaglio umano e professionale —, Sirianni ha evidenziato come un’affluenza così imponente rappresenti un segnale inequivocabile: la comunità avverte il bisogno urgente di un confronto democratico e di un’alternativa di governo rigorosa, capace di portare al servizio del Consiglio Comunale competenze solide, integrità e reali capacità amministrative.
Nel corso della serata, la relazione di Luigi Anastasio ha tracciato il solco programmatico del movimento con nitida precisione, equilibrio e visione.
Anastasio ha evidenziato come non vi fosse alcuna pregiudiziale nei confronti dell’attuale maggioranza, poiché il gruppo non avrebbe avuto alcuna difficoltà, né in passato né oggi, a sostenere un’amministrazione realmente orientata al bene comune e aliena da logiche di divisione. L’azione di governo cittadina si è invece caratterizzata per una linea accentratrice tesa a inseguire il consenso elettorale trasformando i diritti imprescrittibili dei cittadini in favori personali elargiti dall’alto, arrivando persino a provocare nel tempo le dimissioni di propri esponenti disperdendo competenze qualificate e rappresentanza elettorale. Rimarcando con forza le distanze siderali che separano l’attuale gestione amministrativa da “Fiore di Lino”, Anastasio ha sottolineato come la differenza risieda primariamente e profondamente nel lato umano: «Ciò che ci divide non è soltanto la visione amministrativa ma anche i principi e il modo stesso di porsi nei confronti delle persone; l’obiettivo è essere una sola comunità, dove cittadini, associazioni, istituzioni cooperano in armonia》.
L’incontro ha ribadito l’identità autonoma di “Fiore di Lino” con una proposta programmatica che poggia su una visione d’alto profilo: priorità assoluta al ripristino dell’efficienza dei servizi essenziali — dalla risorsa idrica al decoro urbano —, alla valorizzazione del capitale umano e della pianta organica dell’Ente, alla salvaguardia e valorizzazione dei presidi scolastici e sanitari, oltre a un’azione organica per contrastare lo spopolamento e favorire ulteriore sviluppo economico tramite l’approvazione del P.S.C. (ex Piano regolatore).
A suggellare il senso dell’iniziativa è giunto l’autorevole intervento del Prof. Mario Caligiuri, il quale ha ricordato come Soveria Mannelli conservi intatto il proprio ruolo storico di baricentro culturale ed economico del Reventino, una vocazione che attende solo di essere riattivata attraverso una leadership consapevole e strategica.
In questa prospettiva, elevare la cultura a pilastro di sviluppo non è mero esercizio teorico, bensì un atto di intelligenza economica e di alta visione politica, indispensabile per restituire attrattività al territorio ed elevare la qualità della vita di tutta la comunità
Il gruppo Fiore di Lino proseguirà nelle prossime settimane questa campagna di ascolto e proposta, con la certezza che il domani di Soveria Mannelli si fondi sulla competenza, sul rispetto della cosa pubblica, sul valore delle idee e sulla cooperazione dei tanti soggetti che in questi anni hanno portato avanti Soveria, seppur non coadiuvati da un’amministrazione troppo spesso assente e dai toni conflittuali.
