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Giudice di pace di Rogliano, Orrico (M5S): “Nordio ha risposto a mia interrogazione, l’ufficio rischia chiusura definitiva”

“L’ufficio del giudice di pace di Rogliano, che serve un bacino d’utenza, quello della Valle del Savuto, con circa trentamila residenti, rappresenta un presidio di legalità importante per il vasto territorio della provincia di Cosenza e rischia la chiusura definitiva”.

Lo afferma in una nota la deputata del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico.

“Ad agosto – dice Orrico – avevo depositato una interrogazione, insieme alle colleghe Scutellà e D’Orso, rivolta al ministro della Giustizia Nordio per rappresentargli la problematica ed al contempo chiedere un interessamento alla vicenda.

Dopo la sciagurata revisione della geografia giudiziaria avvenuta nel 2012, la volontà e l’onere di mantenere l’ufficio è ricaduta sulla amministrazione comunale di Rogliano che, da sola, ha garantito la continuità dell’operatività della sede e del servizio del presidio giudiziario, subentrando nelle spese di gestione ed assegnando una dotazione di personale.

Purtroppo, – prosegue l’esponente pentastellata – essendo mutata in peius la disponibilità di risorse umane da poter distaccare all’ufficio ed avendo dovuto affrontare un piano di riequilibrio finanziario che impedisce nuove assunzioni, il comune di Rogliano si è visto costretto a chiederne la chiusura.

Il punto è ora che, per come risposto dal ministro Nordio, l’ufficio del Giudice di pace verrà soppresso se l’ente locale in questione, per un periodo superiore ad un anno, non rispetterà gli impegni relativi al personale amministrativo ed alle spese previste per legge.

Ecco perché – conclude Anna Laura Orrico – sarebbe auspicabile che, qualora qualcuno fra i 18 comuni ricadenti nella competenza del presidio giudiziario non riesca ad essere di supporto per il diminuire delle risorse provenienti dal governo, siano la Provincia di Cosenza e la Regione Calabria, già in precedenza interpellate dall’amministrazione di Rogliano, ad intervenire impegnandosi nel concorrere agli oneri di gestione per scongiurare la definitiva chiusura dell’ufficio. I territori non possono essere abbandonati al proprio destino”.

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